Migranti: vescovi di Malta chiedono solidarietà, “invece di aiutare, l’Europa si rifiuta di offrire riparo”

Hanno rinnovato l’appello ai leader di Malta e dell’Unione europea, perché si “offrano soluzioni concrete al fenomeno dell’immigrazione nel Mar Mediterraneo” i tre vescovi dell’isola, mons. Charles J. Scicluna, mons.
Mario Grech di Gozo e mons. Joseph Galea-Curmi, in un messaggio che fa riferimento agli “sviluppi di questi ultimi giorni riguardo le persone a bordo della nave Open Arms e di quelle attualmente a bordo della nave Sea Watch 3”. I vescovi si dicono profondamente preoccupati per il fatto che “invece di aiutare, l’Europa si rifiuta di offrire riparo”, che “le porte siano chiuse anziché aperte a chi è in mare”. “A che serve che i cristiani ricordino la nascita di un bambino se non cercano di salvare questi nostri fratelli e sorelle? A che serve che la società promuova la vita se sceglie di abbandonare esseri umani ad affrontare la morte in mare?”, si chiedono i vescovi. Pur riconoscendo “gli sforzi delle autorità maltesi per aiutare quella madre e il suo bambino che sono stati portati a Malta dalle forze armate” e consapevoli “delle ridotte dimensioni e della posizione geografica strategica del nostro Paese” i vescovi chiedono “solidarietà internazionale”, mentre “ci stiamo impegnando a mostrare la medesima solidarietà a coloro che hanno urgente bisogno di aiuto perché fuggono da un ambiente crudele che disprezza violentemente la dignità umana; stanno fuggendo da un crudele destino di schiavitù e persino di torture e morte”. Nella “complessità” e “delicatezza” della situazione, i vescovi invitano quindi i propri leader “a fare scelte coraggiose sempre a favore della vita”, e incoraggiano a “una solidarietà che si esprime non solo a parole o in donazioni monetarie, ma attraverso azioni concrete”.

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