Marcia della pace: mons. Caiazzo (Matera), “politica litigiosa è sterile e non serve all’uomo”

“Come si fa a parlare di pace agli altri se poi si è in guerra continua proprio in quegli ambienti che dovrebbero garantire il convivere quotidiano?”. È la domanda dell’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nell’omelia per la celebrazione eucaristica che apre la Marcia nazionale della pace, in corso a Matera e promossa da Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Cei, Caritas italiana, Pax Christi, Azione Cattolica e arcidiocesi di Matera–Irsina. “Quante volte ci capita di vedere e sentire nelle diverse sedi istituzionali insulti, litigi, violenza fisica e verbale? Si sente l’urgenza e il bisogno di seminare Pace”, ha aggiunto: “Una politica litigiosa diventa sterile e non serve l’uomo”. E, riprendendo il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, ha precisato: “Si avverte il bisogno di un rinnovamento che metta al centro dei diversi schieramenti un umanesimo che significa rispetto, dialogo sincero e positivo”. L’invito al mondo della politica si allarga a ogni cittadino, perché partecipi “attivamente e positivamente alla vita pubblica senza delegare”. Il secondo augurio di pace di mons. Caiazzo è ai Paesi in guerra: “Un’umanità che calpesta ogni forma di diritto e che risponde alle ingiustizie subite con fame e sete di sangue è bestiale. È in atto un silenzio assordante”. Il pensiero va soprattutto ai poveri: “Ma oggi più di ieri, fanno paura, non li vuole nessuno. Sono sempre più scarto. I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri”.

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