Giornata pace: mons. Cancian (Città di Castello), “no a politica degli slogan e della paura e ad atteggiamenti di chiusura”

“La pace, intesa come essere in pace con se stessi, con gli altri e con il mondo, mi pare l’augurio più bello”. Lo scrive il vescovo di Città di Castello, mons. Domenico Cancian, nel messaggio di auguri per il nuovo anno. “Questa pace dipende innanzi tutto da ciascuno di noi – sottolinea il presule –. Se ognuno fosse ‘uomo/donna di pace’ le relazioni familiari e sociali andrebbero verso la concordia e addirittura la fraternità. Il mondo intero sarebbe in pace”. Dal vescovo l’invito a “realizzare una convivenza serena e costruttiva”. “Possiamo affrontare e superare positivamente le difficoltà che non mancheranno. Se togliessimo i mali che dipendono dai nostri vizi, intemperanze, violenze, egoismi e ci impegnassimo per il bene comune, avremmo tutti un tempo migliore. La fiducia genera fiducia: insieme possiamo farcela a vivere meglio e ci guadagneremmo tutti”. Citando il messaggio del Papa per la Giornata della pace – che ricorre domani, 1° gennaio – dal titolo “La buona politica è al servizio della pace”, il vescovo afferma che “vale per tutti, anche per chi governa il nostro Paese che sta attraversando non poche difficoltà, non solo economiche”. “Diciamo no alla politica degli slogan e della paura, agli atteggiamenti di chiusura e di durezza che generano rabbia e violenza. Diciamo sì a coltivare ragioni e visioni di bene per tutti, a cominciare dai più poveri, sfortunati e sofferenti; con particolare attenzione alle famiglie e ai giovani: difficoltà relazionali che sfociano in modo negativo sia a livello di denatalità che di educazione”. Infine, mons. Cancian incoraggia ad avere “più attenzione e rispetto per le donne che possono dare un ulteriore contributo ad una vita più serena e più compiuta”.

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