Paraguay: manifesto giovani pellegrini a Caacupé, denuncia dei mali sociali e invito a essere “coraggiosi protagonisti”

Una forte denuncia sul contesto sociale che lascia alle nuove generazioni poche possibilità. E un invito a “essere protagonisti di questo tempo”, a essere giovani “coraggiosi, che scendano in campo e giochino in modo pulito, dando tutto per un Paese migliore, giovani che non rimangono inerti di fronte alle ingiustizie che non siano complici di illegalità, che esprimano ciò che li inquieta e danneggia, che partecipino attivamente e in modo permanente, servendo la patria e la loro comunità”. Lo si legge nel manifesto diffuso dai giovani del Paraguay che, sabato scorso, hanno partecipato in circa 20mila al XXI Pellegrinaggio nazionale del giovani alla basilica di Caacupé, il più grande santuario mariano del Paese, in coincidenza con l’avvio del terzo anno del triennio dedicato dalla Chiesa paraguagia alla gioventù.

Sono sei le denunce della Pastorale giovanile: “Denunciamo la mancanza di opportunità, specialmente per l’accesso a un lavoro degno”. In secondo luogo, “denunciamo l’incremento del narcotraffico, della violenza, della sicurezza lungo le strade, la presenza di gruppi armati, la corruzione nelle istituzioni incaricate di vigilare per la nostra sicurezza e il deterioramento dell’amministrazione della giustizia”. Ancora, “denunciamo “la mancanza di un’educazione di qualità che arrivi a tutti e non escluda nessuno”. In quarto luogo, “denunciamo il danno portato al nostro ambiente”, soprattutto per la presenza di monoculture e latifondisti e per i danni delle inondazioni. In quinto luogo, “denunciamo qualsiasi atto che attenti alla vita e alla famiglia”, dall’aborto alla violenza intrafamiliare, fino al fenomeno, in grande crescita, degli incidenti stradali. Infine, “denunciamo la corruzione imperante nelle pubbliche istituzioni”.

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