Papa Francesco: ai gesuiti, “siete un vivaio che porta il mondo a Roma e Roma nel mondo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Dio vi ha fondati come Gesuiti: questo giubileo è un momento di grazia per fare memoria e sentirvi con la Chiesa, in una Compagnia e in un’appartenenza che hanno un nome: Gesù”. È il saluto del Papa alla comunità del Collegio internazionale del Gesù di Roma, ricevuti oggi in udienza nella Sala del Concistoro, in occasione dei 50 anni del Collegio. “Fare memoria vuol dire fondarsi nuovamente in Gesù, nella sua vita”, ha spiegato Francesco: “Significa ribadire un ‘no’ chiaro alla tentazione di vivere per sé stessi; riaffermare che, come Gesù, esistiamo per il Padre; che, come Gesù, dobbiamo vivere per servire, non per essere serviti. Fare memoria è ripetere con l’intelligenza e la volontà che alla vita del gesuita basta la Pasqua del Signore. Non serve altro. Farà bene riprendere la seconda settimana degli Esercizi Spirituali, per rifondarsi sulla vita di Gesù, in cammino verso la Pasqua. Perché formarsi è anzitutto fondarsi”.
“Fondarsi”, il primo verbo che il Papa affida ai gesuiti, che ha citato san Francesco Saverio: “Vi prego, in tutte le vostre cose, di fondarvi totalmente in Dio”. “Voi abitate la casa dove sant’Ignazio visse, scrisse le Costituzioni e inviò i primi compagni in missione per il mondo”, ha ricordato Francesco: “Vi fondate sulle origini. È la grazia di questi anni romani: la grazia del fondamento, la grazia delle origini. E voi siete un vivaio che porta il mondo a Roma e Roma nel mondo, la Compagnia nel cuore della Chiesa e la Chiesa nel cuore della Compagnia”.

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