Nicaragua: vescovi, “nessuno resti con le braccia incrociate, il dialogo resta necessario”

“Possiamo affermare che la situazione attuale ha portato allo scoperto la realtà della nostra nazione”. E “il dialogo, come via d’uscita pacifica, continua ad essere necessario”. Lo scrive la Conferenza episcopale nicaraguense, nel messaggio a tutto il popolo diffuso all’inizio dell’Avvento e dedicato soprattutto alla difficile situazione che sta vivendo il Paese.
“In realtà – si legge – tutti siamo stati danneggiati da questa crisi sociale”. Questa triste realtà “ci permette di rompere con il velo dell’indifferenza per assumere la responsabilità che ci compete come figli di questa patria. Nessuno deve restare con le braccia incrociate di fronte al dolore di coloro che nonostante siano avversari, non cessano di essere fratelli”. Prosegue il messaggio: “In mezzo a questa ingiustizia il nostro sguardo deve restare fermo in Gesù Cristo, poiché siamo convinti che la disumanità può arrivare solo dalla mancanza di conversione. La ricerca di soluzioni pacifiche per la situazione del Nicaragua deve passare per un’autentica conversione a Lui”.
Da qui l’invito a rinunciare alle “lotte fratricide”, le quali “non ci hanno reso più umani, ma, al contrario, hanno aperto ferite che non sono ancora state curate e causano odio e violenza”. Per questa ragione, “esortiamo i nicaraguensi a non lasciarsi sedurre da soluzioni immediate, ma ad agire da cittadini, perché il nuovo Nicaragua ha bisogno di leader non violenti, che conquistino, grazie alla mano di Dio, traguardi di libertà e giustizia. La non violenza attiva rompe la logica bellica che ha inghiottito il mondo attuale, nel quale le armi valgono più della persona umana”.

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