Nicaragua: vescovi, ancora “disposti ad accompagnare dialogo”

“È di vitale importanza riconoscere che la situazione nazionale, per quanto caotica che sia, ci presenta varie opportunità delle quali dobbiamo approfittare”. Lo scrive la Conferenza episcopale nicaraguense, nella seconda parte del messaggio a tutto il popolo diffuso all’inizio dell’Avvento e dedicato soprattutto alla difficile situazione che sta vivendo il Paese. Il testo individua, in particolare, sette di queste opportunità e situazioni. Innanzitutto, “mai come ora dobbiamo tornare alle nostre radici nicaraguensi, soprattutto le radici cristiane”. In secondo luogo, “noi nicaraguensi dobbiamo ricordare che siamo conosciuti per lo spirito di solidarietà e ospitalità”, da esercitare in questo momento “attraverso le opere di misericordia, da rivolgere attivamente in azioni comuni senza alcuna esclusione”.
Ancora, i vescovi ricordano l’esigenza della ricerca “del bene comune, della giustizia e della pace”, un’attitudine che permetterebbe di “unire le forze”. In quarto luogo, si legge nel messaggio, “ricordiamo che siamo davanti a una crisi che ha profonde radici nel peccato strutturale o sociale”. Si fa poi presente che “il mondo attuale ha bisogno anche della testimonianza di profeti non armati”. Il sesto punto è la possibilità di un dialogo che “dev’essere orientato ad aprire prospettive che oggi non ci sono”. Esso richiede “coraggio, audacia, rispetto per l’altro e, soprattutto, amore per la patria”. Infine, “riconosciamo – scrive la Cen – che in questo dialogo con lo Stato e la società, la Chiesa non ha soluzioni per tutte le questioni particolari. Però, insieme alle diverse forze sociali, noi vescovi siamo disposti ad accompagnare le proposte che maggiormente rispondano alla dignità della persona umana e al bene comune. Con il dialogo c’è futuro, senza di esso qualsiasi sforzo è destinato a fallire”. Il dialogo “è la via d’uscita pacifica a questa crisi sociopolitica”.

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