Migrante morto a San Ferdinando: mons. Milito (Oppido-Palmi), “fare il possibile per aiutare questi amici ‘invisibili’”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il 2018 si è aperto e va chiudendosi, purtroppo, con due morti causati dall’incendio nella tendopoli di San Ferdinando. A Becky si aggiunge, oggi, la vita di Jiateh Suruwa, detto Cisse, un fratello gambiano vittima di un fuoco che l’ha portato alla morte”. Lo ha scritto mons. Francesco Milito, vescovo di Oppido-Palmi, in un messaggio inviato ai sacerdoti e ai fedeli della diocesi dopo la morte del giovane migrante a causa di un incendio divampato tra le baracche. “Ancora una volta restiamo colpiti da queste tragiche e improvvise notizie – ha affermato mons. Milito -. Non possiamo rimanere indifferenti, la nostra comunità ecclesiale deve pregare per questi fratelli e queste sorelle”. Di qui l’invito a tutti i parroci in questo inizio di Avvento a “ricordare nelle messe Cisse, per affidare la sua anima a Dio, che è nato nel gelo e nel freddo di una ‘baracca’ dell’epoca”. “Per tutti i migranti e questi amici più poveri che si ritrovano ad essere ‘invisibili’ in questa nostra società si faccia tutto quello che è possibile per evitare il ripetersi di queste morti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo