Migrante morto a San Ferdinando: Maiolo (Sprar Recosol), “per lui era pronto un tirocinio, è stata una fatalità terribile”

“Suruwa Jaithe era ancora dentro il progetto di accoglienza dello Sprar di Gioiosa Jonica. Ci sarebbe stato fino a marzo, andava a scuola di italiano e per lui era pronto un tirocinio formativo”. Lo dice al Sir è Giovanni Maiolo, uno dei responsabili di Rete dei Comuni solidali (Recosol), che gestisce lo Sprar dove viveva il giovane diciottenne gambiano che sabato sera ha perso la vita nella tendopoli di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro. “Si era allontanato come faceva ogni tanto per incontrare un amico o un fratello – aggiunge Maiolo –. Sia operatori sia migranti siamo sconvolti per quella che è una fatalità terribile in una tendopoli che non dovrebbe esistere o che quanto meno dovrebbe essere resa più umana e decente”. Per Maiolo “le ruspe non servono, bisogna solo mettere in sicurezza quel posto”. Lo Sprar si è messo in contatto con la famiglia del giovane gambiano “per capire se la loro volontà è quella di trasferire la salma”.

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