Decreto sicurezza: Ramonda (Apg23), “fortemente preoccupati per gli effetti, rischio esclusione per i più fragili”

“Siamo fortemente preoccupati dagli effetti del Decreto sicurezza sulle vite dei nostri fratelli immigrati che vivono nelle nostre case famiglia e famiglie aperte. Il rischio, già tangibile in questi primi giorni dall’entrata in vigore, è far piombare i migranti nell’irregolarità, recidendo i tanti percorsi di integrazione e rinascita cui stiamo assistendo nelle nostre case. In particolare rischiano forme di esclusione sociale i migranti più vulnerabili”. Lo dichiara Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in merito al Decreto sicurezza promulgato oggi dal presidente della Repubblica. “Associare il fenomeno migratorio esclusivamente a quello della sicurezza — continua Ramonda — non solo è fuorviante ma rischia di sdoganare sentimenti di rifiuto e odio verso gli stranieri. Proponiamo che sia ripristinato il decreto flussi, che rappresenta il canale di ingresso regolare per lavoro in Italia, previsto dall’art. 22 D.lgs. 286/98, la cui applicazione è stata bloccata negli ultimi anni. A questo si dovrebbe reintrodurre il sistema dello sponsor, a chiamata diretta, anche da parte di privati per l’inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero”. La Comunità Papa Giovanni XXIII è da sempre in prima linea nell’accoglienza e integrazione dei migranti. Per il presidente, la migrazione è un fenomeno che va regolamentato, non può semplicemente essere negato. «Occorre pertanto aumentare la quota percentuale del Pil destinato alla cooperazione allo sviluppo – conclude – e favorire i canali di ingresso sicuri e legali, tra cui i corridoi umanitari, per promuovere una reale ed efficace integrazione”.

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