Niger: Medici senza frontiere, a Niamey assistiti i migranti respinti da Algeria e Libia

A Niamey, in Niger, punto di sosta all’incrocio di varie rotte dei migranti in Africa occidentale, Medici senza frontiere (Msf) sta offrendo assistenza medica a numerose persone tra le migliaia espulse dall’Algeria, di ritorno dalla Libia o che viaggiano verso nord per raggiungere l’Europa. “Quando arrivano a Niamey, i migranti hanno difficoltà ad accedere a un’assistenza medica adeguata. Troppo spesso, ci sono delle condizioni cui devono sottostare per riceverla”, spiega il capo missione in Niger di Msf, Abdoul-Aziz O. Mohamed. “Prima di ottenere qualsiasi tipo di aiuto infatti, devono rinunciare al loro piano di migrazione – anche quando è motivato da situazioni di violenza e pericolo – e iscriversi volontariamente al programma dell’OIM per ritornare nei loro paesi di origine”, aggiunge il capo missione.
Secondo quanto riferisce Msf, intorno ai sovraffollati centri di transito dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), stanno spuntando piccoli accampamenti di fortuna. I migranti ci trascorrono settimane in attesa che l’Oim li registri come migranti di ritorno volontario, il che gli consentirà di ottenere assistenza medica da parte dell’organizzazione o dai suoi partner.
“In un momento in cui i Paesi europei stanno facendo di tutto per ridurre il numero di richiedenti asilo, rifugiati e migranti che giungono alle loro frontiere – si legge in una nota – i programmi di rimpatrio volontario assistito stanno aumentando esponenzialmente: più di 10.000 persone hanno lasciato il Niger nella prima metà del 2018. Anche quando ciò significa ignorare richieste di protezione internazionale a causa degli abusi subiti durante il viaggio il quale, per colpa della chiusura delle frontiere e la criminalizzazione dei migranti, sta diventando sempre più lungo e pericoloso”.
Tra maggio e novembre 2018, lo staff di Msf ha condotto circa 4.500 consultazioni. La maggior parte dei pazienti proviene dall’Africa occidentale e attraversa il continente per migrare. Secondo l’Oim, più di 60.500 persone sono entrate in Niger nei primi mesi del 2018. Alcune, sono arrivate attraversando la frontiera vicino al villaggio di Assamaka. “Assamaka ritorna spesso nel racconto delle persone. La descrivono come un’esperienza straziante e traumatica. Essere abbandonati nel deserto senza cibo o acqua e vedere persone morire per strada lascia segni indelebili”, conclude Haig Nigolian, un medico che lavora da mesi nel progetto di Msf.

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