Migranti: Gatti (Open arms) e Linardi (Sea-watch), “pensare che salvare le persone in mare sia un reato è fuori da ogni logica”

Da sinistra Paolo Naso (Fcei) e Riccardo Gatti (Open arms)

“Essere solidali non è un atteggiamento speciale, fa parte della normalità del vivere. Invece in questi ultimi tempi sembra essere diventato un crimine”. Lo ha detto oggi a Roma Riccardo Gatti, capomissione della Ong spagnola Open arms, che insieme a Sea-watch sono le uniche navi della società civile rimaste nel Mediterraneo per salvare le persone. Le due Ong hanno firmato oggi un partenariato con la Fcei (Federazione delle Chiese evangeliche in Italia) e riceveranno un sostegno economico per continuare le loro attività. “Anche semplicemente pensare che salvare le persone in mare sia un reato è fuori da ogni logica”, ha affermato Gatti: “È strano vedere come negli stessi giorni in cui arrivano accuse dalla procura di Ragusa e avvisi di garanzia per violenza privata contro il ministro dell’interno, contemporaneamente riceviamo premi per le nostre attività”. Per le navi di soccorso che operano in mare è anche fondamentale “avere occhi dal cielo che ci aiutino ad arrivare prima per soccorrere delle persone”. Per questo la Fcei sosterrà il lavoro di “Pilotes volontaires” piccola Ong francese che fa attività di ricognizione aerea nel Mediterraneo. Gatti ha ringraziato le Chiese evangeliche in Italia “per aver scelto in modo coraggioso da che parte stare in questi tempi non piacevoli”. Anche Giorgia Linardi, di Sea Watch, ha ribadito l’importanza della firma di un partenariato “pratico ed operativo già nato da tempo ma oggi formalizzato”: “Siamo in mare anche per monitorare ciò che accade nel Mediterraneo. Ma oggi si sta facendo di tutto perché non ci sia la nostra presenza di testimoni scomodi”.

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