Diocesi: mons. Brambilla (Novara), “Gesù consola le solitudini, guarisce le famiglie ferite”

Un presepe sul lago d’Orta, “sullo sfondo dolce e soave della riviera cusiana”. È l’ispirazione del messaggio di Natale inviato da mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, alla sua diocesi. “Il piccolo lago d’Orta, nella conca argentata del Cusio, assomiglia da vicino al lago di Galilea”, la tesi del vescovo, secondo il quale “quando lo si solca e vi si legge il Vangelo, pare che s’odano le parole di Gesù che spirano come brezza leggera che culla le onde appena smosse dal vento”.
“E che c’entra il lago col mistero del Natale? Perché il Presepe costruito da mani creative su una piccola chiatta, quasi isola che emerge dalla superficie lacustre, ci fa sognare una nuova nascita? E ci richiama all’Isola di san Giulio, che affiora al centro del lago, cuore pulsante del silenzio e della preghiera, dove una comunità monastica da 45 anni prega per noi e con noi?”. Sono le domande che si pone il vescovo. “Questo è il segreto di Nazareth, che Gesù ha vissuto tra la sua casa paterna e le visite sul lago di Tiberiade, nella Galilea delle genti”, la risposta: “Il Natale non è solo la nascita a Betlemme, ma la lunga gestazione durata trenta interminabili anni, in cui la Parola che viene dal seno del Padre cresce nel grembo della sua terra, sillaba la lingua di Maria e impara la fatica di vivere di Giuseppe. La Parola ‘viene tra la sua gente’ e ‘si fa carne’, per operare un prodigioso scambio tra i linguaggi umani e la Parola di Dio”. “È Natale”, conclude Brambilla: “Gesù nasce anche per noi sul lago, quando la Parola di Gesù fa lievitare le nostre povertà, consola le solitudini moderne, guarisce le famiglie ferite, apre alla tenerezza del Padre”.

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