Comunicazione: mons. Russo (Cei), giornalisti “esperti di segni”. Un “servizio che richiede studio sensibilità ed esperienza”

foto SIR/Marco Calvarese

“Esperti di segni”: così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha definito i giornalisti durante l’omelia della messa celebrata oggi a Roma con gli operatori della comunicazione. Mons. Russo ha parlato di “un lavoro sempre più difficile, il vostro, in un’epoca in cui”, anche grazie ai social, “tutti fanno comunicazione”. Da qui “il valore della comunicazione realizzata da professionisti” che “si pongono al servizio della verità” per “raccontare questa epoca di profondi cambiamenti”. Quindi un accenno alla capacità di “leggere i segni” che “incidono nella vita di ogni giorno”, corrispondenti “a una realtà da trasmettere con responsabilità”. Richiamando poi un intervento di Papa Francesco sulla comunicazione, Russo ha insistito sul lavoro dei giornalisti che “comporta attenzione alla verità, alla bontà e alla bellezza”. Per questo, per una informazione efficace, occorrono “studio sensibilità ed esperienza”. Al termine della celebrazione, don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, ha a sua volta ringraziato i comunicatori per il loro servizio, “ripartendo dall’unità” che si costruisce e si vive attorno all’altare.

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