Papa Francesco: udienza, “se vogliamo vivere il Natale, dobbiamo essere disposti alle sorprese”

foto SIR/Marco Calvarese

“Se noi vogliamo vivere il Natale, dobbiamo aprire il cuore, essere disposti alle sorprese, cioè a un cambio di vita inaspettato”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che ha dedicato la catechesi dell’udienza di oggi alla festività ormai imminente. “Tra sei giorni sarà Natale”, ha esordito Francesco: “Gli alberi, gli addobbi e le luci ovunque ricordano che anche quest’anno sarà festa. La macchina pubblicitaria invita a scambiarsi regali sempre nuovi per farsi sorprese. Ma è questa la festa che piace a Dio? Quale Natale vorrebbe Lui, quali regali e sorprese?”. “Guardiamo al primo Natale della storia per scoprire i gusti di Dio”, l’invito: “Quel Natale fu pieno di sorprese. Si comincia con Maria, che era promessa sposa di Giuseppe: arriva l’angelo e le cambia la vita. Da vergine sarà madre. Si prosegue con Giuseppe, chiamato a essere padre di un figlio senza generarlo. Un figlio che – colpo di scena – arriva nel momento meno indicato, cioè quando Maria e Giuseppe erano sposi promessi e secondo la Legge non potevano coabitare. Di fronte allo scandalo, il buon senso del tempo invitava Giuseppe a ripudiare Maria e salvare il suo buon nome, ma lui, che pur ne aveva diritto, sorprende: per non danneggiare Maria pensa di congedarla in segreto, a costo di perdere la propria reputazione”. “Poi un’altra sorpresa”, ha raccontato Francesco: “Dio in sogno gli cambia i piani e gli chiede di prendere con sé Maria. Nato Gesù, quando aveva i suoi progetti per la famiglia, ancora in sogno gli vien detto di alzarsi e andare in Egitto. Insomma, il Natale porta cambi di vita inaspettati”.
“Ma è nella notte di Natale che arriva la sorpresa più grande”, ha fatto notare il Papa: “l’Altissimo è un piccolo bimbo. La Parola divina è un infante, che letteralmente significa ‘incapace di parlare’. La Parola divina divenne incapace di parlare. Ad accogliere il Salvatore non ci sono le autorità del tempo, o del posto, o gli ambasciatori, no: sono dei semplici pastori che, sorpresi dagli angeli mentre lavoravano di notte, accorrono senza indugio. Chi se lo sarebbe aspettato?”. “Natale è celebrare l’inedito di Dio, o meglio, è celebrare un Dio inedito, che ribalta le nostre logiche e le nostre attese”, ha sintetizzato Francesco.

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