Clima: Insua (Global catholic movement), “se i governi non agiscono le comunità cristiane possono fare qualcosa”. Un appello alla Chiesa italiana

Cosa possono fare le comunità cristiane per agire in prima persona contro i cambiamenti climatici, vista l’inazione dei governi? “Possiamo disinvestire i nostri soldi dalle aziende che producono combustibili fossili; prendere parte all’iniziativa ‘Tempo del creato’ che si svolge ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre, organizzando eventi nelle proprie diocesi; convincere i vescovi a dare l’esempio”: sono i consigli esposti oggi a Roma, al seminario di Caritas italiana “Disuguaglianze: quale futuro”, da Tomas Insua, direttore esecutivo del Global catholic movement, una rete di 800 realtà cattoliche impegnate sul tema dei cambiamenti climatici, che ha partecipato all’ultimo vertice sul clima a Katowice, in Polonia, la Cop24, dagli esiti insoddisfacenti. “Le disponibilità dei governi non sono in linea con ciò che chiedono gli scienziati con urgenza – ha spiegato Insua -. Ci stanno avvertendo che siamo di fronte ad una crisi gravissima. La temperatura è già salita di un grado centigrado a livello globale, se arriviamo ad 1 grado e mezzo avremo conseguenze catastrofiche. A 2 gradi ancora peggiori”. Anche la questione dei finanziamenti ai Paesi poveri, i più afflitti dai cambiamenti climatici, non è stata risolta: “I Paesi ricchi non vogliono assumersi la responsabilità di aiutarli finanziariamente, e questo è gravissimo”.  Il ruolo della società civile, cattolici compresi, “è di sensibilizzare e fare pressione sui governi per spingerli a cambiare. Prima di tutto fermando la dipendenza dai combustibili fossili”. La campagna internazionale per disinvestire in azioni di aziende che producono combustibili fossili – in Italia DivestItaly – è una buona pratica che tutte le Chiese, a tutti i livelli, dovrebbero seguire. 5 diocesi in Italia e le Conferenze episcopali di Belgio e Irlanda hanno già optato per questa scelta: “Sarebbe un segno molto profetico che lo facesse anche la Conferenza episcopale italiana”, ha chiesto Insua. Il seminario promosso da Caritas italiana rientra nell’ambito della campagna “Chiudiamo la forbice” per contrastare le disuguaglianze nel mondo. Si sta interrogando oggi sugli esiti della Cop24, anche in vista del Sinodo per l’Amazzonia nell’ottobre 2019.

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