Mafie: Borrometi (giornalista), “giornalismo deve essere molesto, cane da guardia della democrazia”

Il giornalismo “deve essere molesto”, cioè “fare le pulci al potere, essere un grimaldello nel fianco del potere amministrativo, politico, giudiziario, svegliate l’attenzione, che c’è, delle forze dell’ordine e dei magistrati”. Lo ha sottolineato Paolo Borrometi, presidente di Articolo21 e volto di Tv2000, che da cinque anni vive sotto scorta per il suo impegno contro le mafie. “Fanno sorridere le affermazioni di alcuni rappresentanti istituzionali sui giornalisti”, ha commentato Borrometi evidenziando che “il giornalismo che non racconta non fa il proprio dovere e non si prende la responsabilità di aiutare a decidere da che parte stare”. Intervenendo alla tavola rotonda “Comunicatori molesti”, organizzata dall’associazione Netone nella sede romana della Federazione nazionale della stampa italiana, Borrometi ha ricordato che “il ruolo del giornalista è fondamentale” e che “il giornalismo deve essere davvero il cane da guardia della democrazia”. “Se per essere giornalisti, bisogna prendersi qualche epiteto poco carino, rivendico di essere un pennivendolo”, ha quindi esclamato il presidente di Articolo21. “Fare ognuno il nostro dovere – ha concluso – ci farà vincere e salverà la vita a tanti colleghi che come me sono minacciati dalle mafie per il loro lavoro”.

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