Educazione: Truffelli, Azione cattolica sia “missionaria, popolare e incarnata nella vita delle persone”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

La figura dell’educatore come discepolo missionario è stata al centro della relazione di Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione cattolica, al convegno educatori Acr su “Chiamati a scoprire il sapore. La cura educativa come vocazione”. “Fare bene l’educatore significa aiutare i ragazzi ad essere importanti per la loro vita, la loro parrocchia, la loro città” ha esordito ringraziando gli educatori “per il vostro servizio educativo, e tutti i responsabili che formano e accompagnano il vostro servizio educativo associativo, importante per i ragazzi, ma anche per le loro famiglie, i loro amici, la parrocchia”. E ha aggiunto, sempre rivolgendosi agli educatori: “Il vostro servizio educativo è importante perché attraverso le esperienze formative si costruisce l’Ac che vogliamo essere oggi: missionaria, popolare, incarnata nella vita delle persone, della misericordia. Insomma, lavoriamo insieme alla Chiesa dell’Evangelii gaudium”. Ciò significa che “ogni vocazione educativa è vocazione ad essere discepoli missionari e a vivere la chiamata alla santità, personalmente ma non come individui, perché riguarda tutta la trama di relazioni in cui siamo immersi”. Ancora soffermandosi sullo specifico della vita di Ac, Truffelli ha sostenuto che essere educatori “è mettersi in cammino così come siamo, consapevoli che abbiamo sempre bisogno di formarci, mettendo in gioco la nostra vita nella sua interessa. Dal canto suo, l’Ac deve sostenerci e accompagnarci, in un servizio di corresponsabilità di tutta l’associazione”.

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