Sud Sudan: Medici con l’Africa Cuamm, conclusa la missione cui ha partecipato anche l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi

La pace in Sud Sudan è “un piccolo albero che ha già iniziato a crescere, ma dobbiamo fare ogni sforzo per sostenere questo processo di pace senza la quale non c’è futuro per il Paese”. A tracciare un bilancio della missione svoltasi dal 9 al 12 dicembre in Sud Sudan è don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, che si è recato nel Paese africano con l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. Per don Carraro occorre inoltre “dire che la pace si costruisce partendo dal basso. Le parole sono importanti ma non sufficienti; servono gesti concreti. Quello che facciamo partendo dal basso, iniziando in quell’ultimo miglio del sistema sanitario dove la gente soffre, mamme e bambini in particolare”. Il direttore del Cuamm spiega di avere iniziato la missione nel 2007: “Abbiamo fatto tanto ma tanto resta da fare. Questo il nostro impegno insieme con la diocesi di Bologna, con mons. Zuppi, con tutte le persone che vogliono unirsi”. L’organizzazione è impegnata nel potenziamento del sistema sanitario locale: ospedali, centri sanitari, comunità. “Abbiamo cinque ospedali – prosegue don Carraro -160 centri sanitari, personale che stiamo formando. Oggi quasi 1600 operatori locali stanno lavorando con noi, tra cui 80 espatriati, per dare sviluppo e futuro al Paese”.

La pace, sostiene da parte sua mons. Zuppi ricordando che questa visita in Sud Sudan nasce dal meeting annuale del Cuamm tenutosi quest’anno a Bologna, “non è soltanto quella che si firma, ma è qualcosa che dobbiamo difendere e far crescere. Quando manca, tutto viene ritardato e distrutto. Questo è un paese che sta iniziando adesso, la presenza il sostegno servono in un momento così delicato perché o si rafforza la pace o c’è il rischio che riprenda il clima di violenza”. Per il vescovo “c’è tanta voglia di andare avanti ma bisogna spingere per trovare soluzioni adeguate”. Zuppi sottolinea la difficoltà di “mandare avanti una struttura che serve più di mezzo milione di persone” e definisce “decisivo” l’appoggio di Medici con l’Africa. “Mi ha colpito – conclude – il fatto che ci siano medici ugandesi. Davvero l’Africa comincia ad aiutare l’Africa. Il sostegno della solidarietà internazionale e delle Chiesa  vanno nella direzione giusta: Medici con l’Africa, l’Africa con l’Africa ma anche Europa con l’Africa”.

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