Educazione: Triani (Univ. Cattolica), “il gruppo è palestra concreta del ‘tu’ e della prossimità”

“La cura educativa è vocazione se consideriamo la vita come un ‘invito’ e non solo come un farsi da solo” è la premessa, per analizzare la dimensione vocazionale ed educativa in un gruppo, sia esso quello dei ragazzi seguiti, quello degli altri educatori, quello dei giovani in cui un educatore cura la propria formazione. Così Pierpaolo Triani, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere nazionale di Ac, al Convegno nazionale educatori Acr 2018. “C’è una chiamata fondamentale: quella a vivere in pienezza e profondità”, ha affermato Triani: “Le chiamate specifiche ci chiedono di prenderci cura della vita, in forme diverse”. Per Triani, “la vocazione è un fatto personale, però non individuale, perché ogni scelta nella vita ha una ricaduta sugli altri”. Il gruppo “supporta la vocazione personale se dice alla persona ciò che essa è, se la aiuta a uscire da sé, se permette di scoprire e acquisire risorse che uno prima non conosceva di sé”. “Esso, come strumento – perché il fine sono le persone – è dispositivo della gratuità, soprattutto in Ac”. “Se l’educazione è un atto collaborativo, il gruppo è importante perché è una palestra concreta del ‘tu’ e della prossimità. Dobbiamo perciò prenderci cura della qualità dei gruppi – ha concluso Triani – perché facciano maturare a un’apertura al Vangelo e alla vita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa