Consiglio europeo: “non c’è giustificazione per il ricorso alla forza militare da parte della Russia” contro l’Ucraina

(Bruxelles) Il Brexit non è l’unico tema su cui ha lavorato nella prima giornata di riunione il Consiglio europeo, che stamattina ha già ripreso i lavori. Nel capitolo delle “Conclusioni” (documento ufficiale del vertice) dedicato al Quadro finanziario pluriennale si legge che il Consiglio “accoglie con favore gli intensi lavori preparatori svolti in questo semestre sul futuro quadro finanziario pluriennale e prende atto della relazione della presidenza sullo stato di avanzamento dei lavori. Invita la presidenza entrante”, cioè la Romania dal 1° gennaio prossimo, “a proseguire tali lavori e ad elaborare un orientamento per la prossima fase dei negoziati, al fine di giungere a un accordo in sede di Consiglio europeo nell’autunno 2019”. Prima delle elezioni per l’Europarlamento, a maggio 2019, non sarà dunque pronto il bilancio pluriennale 2021-2027. Nel capitolo sulle relazioni esterne si legge: “Il Consiglio europeo esprime la massima preoccupazione per l’escalation nello stretto di Kerch e nel Mar d’Azov, nonché per le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia. Ribadisce il suo impegno nei confronti del diritto internazionale, nonché della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza dell’Ucraina, come pure nei confronti della politica dell’Ue di non riconoscimento dell’annessione illegale della Crimea. Non vi è giustificazione per il ricorso alla forza militare da parte della Russia”.
Il Consiglio europeo chiede il rilascio “immediato di tutti i marinai ucraini detenuti nonché la restituzione delle imbarcazioni sequestrate e il libero passaggio di tutte le navi attraverso lo stretto di Kerch”. L’Ue “è pronta ad adottare misure per rafforzare ulteriormente il suo sostegno, in particolare a favore delle zone dell’Ucraina interessate”.

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