Natale: Missioni Don Bosco, le finestre della sede a Valdocco a Torino si trasformano in un grande calendario d’Avvento

Non passano certo inosservate, in questi giorni, le finestre della sede di Missioni Don Bosco a Valdocco, trasformate per la prima volta in un grande calendario d’Avvento. 24 tabelloni (m 1,20 x 2,40), ognuno con il numero di un giorno e un simbolo del Natale, che non possono non attirare l’attenzione di chi viene in preghiera alla Basilica ma anche di chi passa, a piedi o in auto (complice l’attesa del semaforo verde), per le strade limitrofe. Sono “macchie” di un colore giallo e rosso su cui si staglia in bianco il grande numero del giorno, che stanno riempiendo in questi giorni le 24 finestre della palazzina. La mano artistica che ha realizzato questa opera inusuale è di un veneto trapiantano giovane a Torino, proprio per essere salesiano: è quella di Luigi Zonta, originario di Bassano, coadiutore salesiano insegnante per molti anni alla Scuola grafica del Colle Don Bosco lungo i suoi 82 anni di vita. Progettazione a stretto contatto con il presidente di Missioni Don Bosco, Giampietro Pettenon, anche lui salesiano proveniente da quella terra di contatto fra sud e nord Europa che è il Triveneto. Sono infatti “campioni”, in fatto di calendari-giganti che si affacciano sulle piazze, città come Bolzano, Bressanone e Vipiteno. Il calendario dell’Avvento è in un certo senso espressione delle popolazioni dell’intero arco alpino, e Torino – che si definisce volentieri come la capitale delle Alpi – ha adottato il grande pannello artistico di Luzzati in una delle sue piazze centrali per compiere questo gesto dell’apertura di una “finestrella” ogni giorno (con l’agile prestazione dei pompieri su una scala telescopica). Ma mancava ancora l’idea con la quale Missioni Don Bosco spera di contaminare ulteriormente la città: finestre che si “aprono” metaforicamente con immagini che cadenzano l’avvicinamento della ricorrenza. E di palazzi che si affacciano non solo nel centro storico o nei quartieri benestanti, ma anche nelle periferie, di cui Valdocco è avamposto sociale. L’idea è piaciuta, sebbene fino alla vigilia di Natale non la vedremo compiuta. Ma si sta già pensando a come svilupparla.

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