Diocesi: mons. Gardin (Treviso) agli amministratori locali, “il decalogo per un buon politico”

Tre princìpi di riferimento; tre attenzioni speciali cui dedicarsi; quattro requisiti “importanti per un buon politico, oggi”. A proporre questa sorta di “decalogo” è questa sera il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, nell’incontro in corso con i politici e gli amministratori locali della diocesi. “Agire in servizio al bene comune” il primo principio indicato dal presule, che richiama al riguardo espressioni del cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti. Quindi “dotarsi di libertà e fedeltà. Libertà della mente e della coscienza”. Il terzo principio è creare cittadinanza attiva perché la “buona politica vive della partecipazione e della fiducia dei cittadini”. Giovani e futuro, famiglie, coesione sociale le tre “attenzioni”. Infine quattro requisiti indicati da mons. Gardin perché “utili, se non necessari, per affrontare le questioni in modo adeguato”. Il primo, spiega, “è la formazione” perché “non ci si può improvvisare esperti presunti, specie quando si prendono in mano le redini del carro che deve sostenere e trasportare gli altri”. Quindi la responsabilità e il senso dei doveri. “Diritti senza doveri, diritti presunti che si trasformano magari in pretese, non costruiscono una comunità, ma lacerano il suo tessuto fino a distruggerlo”, avverte il presule. E ancora, “irrinunciabile requisito è la legalità e l’onestà”. Per il vescovo di Treviso “c’è un’etica pubblica – un senso della giustizia – una correttezza di fondo che devono stare stabilmente alla base dell’agire politico e sociale”. Infine la fiducia, “base necessaria della vitalità democratica che stringe in un rapporto di reciproca affidabilità la popolazione e i rappresentanti che essa designa”.

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