Global compact: 164 governi adottano il patto sulle migrazioni. Arbor (Onu), “migliora la sicurezza e l’ordine nella gestione”

(da New York) Sono stati 164 i governi che hanno deciso di adottare il Global compact for migration, il primo patto sulla migrazione globale ideato dalle Nazioni Unite e votato durante la conferenza di Marrakesk il 10 e l’11 dicembre. Tra gli assenti Stati Uniti, Australia, Israele, Svizzera, Italia, Austria, Ungheria, Polonia e Slovenia. Gli Stati membri che hanno partecipato alla conferenza intergovernativa in Marocco “si sono impegnati ad adottare un quadro migratorio globale basato su fatti e non miti”, ha detto Louise Arbor, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la migrazione internazionale, spiegando che il Global compact “è progettato per migliorare la sicurezza e l’ordine nella gestione della migrazione e ridurre il ricorso a pericolose rotte migratorie al fine di massimizzare tutti i benefici della mobilità umana e mitigarne le sfide. Rivolgendosi poi ai governi che non hanno aderito, li ha invitati a riconsiderare la loro posizione e rileggere il testo del Compact in modo da formarsi un’opinione scevra da miti e non verità. “Non è corretto dire che il documento impone obblighi agli Stati membri e violi la loro sovranità – precisa Arbor -. Non fa nulla del genere, e non è vincolante, come sarebbe un trattato”. Intanto oltre 2mila sono stati i delegati che hanno partecipato a quello che Arbor ha definito “uno storico momento sulla migrazione e sul multilateralismo” e in molti hanno aderito alla proposta di Guterres di creare una Rete delle Nazioni Unite sulla migrazione, per accompagnare il cammino dei governi verso la piena adozione del Global compact.

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