Egitto: Corte Ue respinge ricorso ex presidente Mubarak e conferma proroga misure restrittive e congelamento beni

Il Tribunale dell’Unione europea conferma le decisioni del Consiglio del 2017 e del 2018 di prorogare le misure restrittive adottate nei confronti dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak – deposto a seguito delle proteste a inizio 2011 – sulla base dei procedimenti giudiziari in corso per distrazione di fondi pubblici egiziani. Il Consiglio aveva a sua disposizione elementi, riguardanti il contesto politico e giudiziario in Egitto nonché i procedimenti giudiziari di cui Mubarak era oggetto, sufficienti per poter adottare tali decisioni. In seguito agli eventi politici verificatisi in Egitto a partire dal gennaio 2011, “il Consiglio dell’Unione europea – si legge in un comunicato della Corte di Lussemburgo – ha adottato, il 21 marzo 2011, una decisione concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone identificate quali responsabili di distrazione di fondi pubblici e di persone, entità o organismi ad esse associati”. Tale decisione, che è stata prorogata negli anni successivi, nel 2017 e nel 2018, designa,  Mubarak “in quanto persona sottoposta dalle autorità egiziane a procedimenti giudiziari per distrazione di fondi pubblici in base alla Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione”. L’ex presidente ha domandato al Tribunale dell’Unione europea di annullare gli atti recanti la proroga della decisione del Consiglio, ma nell’odierna sentenza, informa il comunicato, “il Tribunale respinge il ricorso e conferma le decisioni del Consiglio del 2017 e del 2018 recanti proroga del congelamento di capitali” ricordando che queste misure restrittive “sostengono una transizione pacifica verso la formazione di un governo civile e democratico in Egitto”.

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