Dialogo interreligioso: Salvarani (Uer), “Gerusalemme con l’insieme del Santo Sepolcro è un esempio di massima complessità”

Le relazioni fra gruppi diversi e i modelli di ecumenismo sono stati al centro del seminario “Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme” svoltosi oggi all’Università Europea di Roma per analizzare.

Renata Salvarani, coordinatrice dell’incontro e docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma ha spiegato che “le società globali contemporanee hanno bisogno di conoscere le dinamiche delle relazioni complesse fra i gruppi diversi che le compongono: la ricerca sui modelli di convivenza e di coesione è un obiettivo importante degli studi storico religiosi”. “Gerusalemme e il suo cuore cristiano, l’insieme del Santo Sepolcro, è un esempio di massima complessità”, ha sottolineato, ricordano che “cinque differenti comunità principali vi celebrano da secoli giorno e notte, trovando un modo di dividere spazi e tempi, mantenendo una sostanziale unità”.

“Un’analisi storica delle dinamiche religiose a partire da un approccio laico – ha proseguito – può dare un contributo scientifico carico di potenzialità positive anche sul piano sociale, nella prospettiva della formazione di giovani aperti ai cambiamenti e alla realizzazione consapevole di contesti integrati”.

Nel corso del seminario sono state presentate le iniziative che l’Uer realizza a Gerusalemme, dove ha un polo di studio presso il Notre Dame Pontifical Institute: fra queste, nel mese di luglio viene proposta la summer school “On the footsteps of Jesus”, dedicata al tema del Gesù storico, con la partecipazione di docenti dello Studium Biblicum Franciscanum e della Hebrew University, rivolta a studenti universitari e ricercatori, nonché all’aggiornamento degli insegnanti.

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