Attentato a Strasburgo: sui giornali francesi si seguono in diretta gli sviluppi. In città c’è chi “vuole che la vita non sia condizionata da questi eventi”

“Il giornale cartaceo era stato preparato nella sua interezza. Ma ci siamo trovati di fronte all’impossibilità tecnica di stamparlo, a causa delle barriere di sicurezza installate nel centro di Strasburgo, dove si trova la nostra tipografia”. Così stamane sul sito di “Dernières nouvelles d’Alsace”: il quotidiano di Strasburgo oggi non è in edicola, “in un giorno in cui il bisogno di informazione è più grande che mai”. Il sito aggiorna minuto dopo minuto quello che sta avvenendo nella città alsaziana dove “il terrore” è arrivato ieri sera uccidendo tre persone e ferendone altre 13 di cui 8 gravemente. L’attentatore ancora in fuga. Tutti i quotidiani francesi seguono in diretta gli eventi da Strasburgo, obiettivo già preso di mira dai jihadisti di al-Qaeda quasi venti anni fa” si legge su “Le Figaro”, che riporta anche le reazioni di alcuni membri del governo che ritengono “indegne”, “ignobili” e “disgustose” le teorie cospirative di certi “giubbotti gialli” che accusano il potere dell’attacco di Strasburgo per spegnere il movimento. “Come spesso avviene dopo un attacco di questo tipo, le teorie fantasiose si sono subito scatenate sui social network, inclusi i messaggi retrodatati”, spiega “Le Monde”. Anche il quotidiano cattolico francese “La Croix” segue gli eventi in diretta e racconta di come il mercato di Natale “fosse già molto controllato” dopo gli attentati del 2015, e del “clima particolare in città stamattina”, diviso tra chi “preferisce annullare ogni impegno serale di questi giorni” e chi invece “vuole che la vita non sia condizionata da questi eventi”. La domanda è “come ha potuto quest’uomo superare i controlli di sicurezza? È impossibile accedere al mercatino di Natale senza passare attraverso un controllo. Il sentimento prevalente è quello di un sistema di sicurezza inefficiente, nonostante i vincoli che impone agli abitanti”. In Germania, il “Faz” titola “Attentati, nonostante la segnalazione”. Perché, spiega, “il presunto aggressore di Strasburgo era noto alle autorità francesi. In Germania era stato incarcerato a Magonza e Costanza. La sua pericolosità è stata ovviamente sottostimata”. Anche l’inglese “The Guardian” titola: attentatore segnalato come potenziale minaccia terroristica. Su “el Pais” si descrive Strasburgo come “città rassegnata al terrore”, essendo i cittadini convinti del fatto che “fosse solo una questione di tempo prima che si verificasse un attacco come al mercatino di Natale”.

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