Notizie Sir del giorno: pietre d’inciampo, 70° Dichiarazione diritti umani, Iraq, antisemitismo in Europa, Brexit, scandalo Huawei, tragedia in discoteca

Shoah: Roma, furto di 20 pietre di inciampo che ricordano le vittime. Casellati, “segnale preoccupante di una nuova barbarie”. Fico, “oltraggio antisemita”

“Il furto delle pietre di inciampo, rubate nel quartiere Monti e dedicate alle famiglie Di Castro e Di Consiglio, è il segnale preoccupante di una nuova barbarie”. Lo ha dichiarato il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in un messaggio indirizzato alla comunità ebraica. Per la seconda carica dello Stato quanto avvenuto è “un atto scellerato contro la testimonianza e la memoria della ferocia umana conosciuta dal popolo ebraico e dalla sua comunità romana a cui vanno la solidarietà mia e del Senato”. Secondo la Cesellati “dobbiamo ricostruire subito il percorso delle pietre perché nessuno si senta in diritto di cancellare ciò che è scritto indelebilmente nelle nostre menti e nei nostri cuori”. (clicca qui)
In un tweet, il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, ha affermato che “il furto delle pietre di inciampo poste in ricordo delle vittime della Shoah è un atto grave. Un oltraggio antisemita. La memoria è e resterà sempre una risorsa civile della nostra società”. (clicca qui)

Papa Francesco: messaggio conferenza 70° Dichiarazione diritti umani, “al centro di tutte le politiche”, per difendere gli “invisibili”

“Dinanzi a questi gravi fenomeni, tutti siamo chiamati in causa”. Nel messaggio inviato alla Conferenza internazionale sul tema “I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni”, promossa dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e dalla Pontificia Università Gregoriana, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del 25° anniversario della Dichiarazione e del Programma d’azione di Vienna, il Papa esorta alla corresponsabilità, nella difesa dei diritti umani. “Quando, i diritti fondamentali sono violati, o quando se ne privilegiano alcuni a scapito degli altri, o quando essi vengono garantiti solamente a determinati gruppi, allora si verificano gravi ingiustizie, che a loro volta alimentano conflitti con pesanti conseguenze sia all’interno delle singole nazioni sia nei rapporti fra di esse”, il monito di Francesco, secondo il quale “ciascuno è chiamato a contribuire con coraggio e determinazione, nella specificità del proprio ruolo, al rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona, specialmente di quelle ‘invisibili’: di tanti che hanno fame e sete, che sono nudi, malati, stranieri o detenuti, che vivono ai margini della società o ne sono scartati”. (clicca qui)

Iraq: Patriarcato caldeo, una lettera per celebrare l’anniversario della sconfitta dello Stato Islamico. Richiesta al Parlamento: “Natale festa nazionale”

“Ci congratuliamo per la vittoria con il popolo iracheno e ringraziamo tutte le forze di sicurezza che hanno contribuito alla liberazione dei territori dello stato. Chiediamo a Dio misericordia per le anime dei martiri e la guarigione dei feriti”. Inizia così la lettera con cui il patriarca caldeo, card. Mar Louis Sako, ricorda il primo anniversario della vittoria sul Da’esh (Stato Islamico) sancita ufficialmente il 10 dicembre dello scorso anno. Nel testo, pubblicato dal Patriarcato caldeo e rilanciato nella versione italiana dal sito Baghdadhope, il cardinale chiede “agli amati iracheni di lavorare in squadra, di distruggere la cultura divisiva, di educare il popolo ai pericoli dell’estremismo e del terrorismo, di promuovere la cultura dell’accettazione dell’altro, consolidare i valori della pace e della cittadinanza e favorire la coesistenza. Esprimiamo la speranza che con il nuovo governo l’Iraq possa essere testimone di una vera rinascita”. Oltre alla lettera con la quale il patriarca ha espresso le sue congratulazioni per l’evento, Baghdadhope rilancia anche una seconda lettera, questa volta indirizzata al presidente del Parlamento, Mohamed Halboussi, con la quale il Patriarcato Caldeo fa ufficialmente richiesta che il giorno di Natale diventi festa nazionale. “I cristiani celebrano la nascita di Cristo ogni anno il 25 dicembre” si legge nel testo che continua sottolineando come “questa festa è diffusa in tutto il mondo, compresi Paesi come la Giordania, la Siria, il Libano, la regione del Kurdistan iracheno e la provincia di Kirkuk”. (clicca qui)

Commissione Ue: cresce l’antisemitismo. Timmermans, se comunità ebraica “non si sente al sicuro, l’Europa cessa di essere Europa”

(Bruxelles) Secondo l’ultima indagine dell’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Ue sull’antisemitismo, l’85% degli ebrei europei considera l’antisemitismo come il più grande problema sociale o politico nel loro Paese d’origine. L’89% ritiene sia più problematico su internet e sui social media; il 28% ha subito una qualche forma di molestia almeno una volta l’anno scorso, ma il 79% di chi ha subito molestie antisemitiche negli ultimi cinque anni non ne ha riferito alla polizia; il 34% evita di visitare eventi o siti ebraici perché non si sente sicuro; il 38% ha pensato di emigrare dall’Europa per motivi di sicurezza; il 70% ritiene non efficaci gli sforzi degli Stati Ue per combattere l’antisemitismo. “È essenziale che combattiamo questo flagello con vigore e collettivamente”, ha dichiarato il vice-presidente della Commissione europea Frans Timmermans di fronte a questi dati oggi: “La comunità ebraica deve sentirsi al sicuro e a casa in Europa. Se non riusciamo a raggiungere questo, l’Europa cessa di essere Europa”. (clicca qui)

Brexit: salta il voto a Westminster fissato per domani. Premier May cerca una nuova via d’uscita

Theresa May cerca una via d’uscita per evitare una sonora bocciatura in Parlamento sull’accordo stipulato con l’Unione europea per il recesso fissato al 29 marzo prossimo. Il voto di domani a Westminster verrebbe posticipato, ma occorrerà attendere ulteriori particolari sulla “strategia” decisa dalla premier. Il voto ritardato, alla prossima settimana oppure dopo Natale, risulta come evidente ammissione da parte della premier di non avere una maggioranza in Parlamento disponibile a sostenere tale accordo. Appena trapelata la notizia dello spostamento del voto, il valore della sterlina è precipitato. Da Bruxelles, un portavoce della Commissione conferma: “Questo accordo è il migliore e il solo possibile ad oggi”. “La nostra posizione non è quindi cambiata e, per quanto ci riguarda, il Regno Unito lascerà l’Ue il 29 marzo 2019”. Da parte sua il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha dichiarato: “Il governo ha deciso che l’accordo sul Brexit di Theresa May è talmente disastroso che ne ritarda il voto”. (clicca qui)

Scandalo Huawei: Buttarelli (garante europeo dati personali), “grande preoccupazione se apparecchi progettati per raccogliere dati degli utenti”

“La circostanza che alcuni apparecchi possano essere stati progettati per raccogliere i dati degli utenti desta grande preoccupazione. Al di là delle sanzioni per eventuali rapporti con l’Iran, il problema centrale è il principio della confidenzialità e integrità delle comunicazioni”. Lo dice al Sir Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati personali, a proposito dell’arresto del direttore finanziario di Huawei. “Queste compagnie devono chiarire subito che nulla è stato fatto per permettere un’intercettazione delle comunicazioni di chiunque sia in possesso dei loro device”, aggiunge il garante. Per quanto riguarda, invece, la quantità enorme di dati sensibili immagazzinata dai colossi del web, Buttarelli sostiene che “oggi buona parte dei membri del cosiddetto Gafa group (Google, Apple, Facebook e Amazon) hanno la possibilità di esercitare un potere superiore a quello statuale”. “Il tasso di informazioni in loro possesso e il livello di penetrazione nella vita privata delle persone è superiore a quello di tanti servizi segreti messi assieme su scala mondiale”, afferma il garante. (clicca qui)

Tragedia in discoteca: vescovi Marche, “inaccettabile giovani vite stroncate da fatti simili, accertare le responsabilità”

“Viva compartecipazione alle famiglie colpite dalla tragedia del 7 dicembre scorso nella discoteca di Corinaldo”. La esprimono i vescovi delle Marche in seguito alla morte di sei persone, schiacciate dalla calca mentre tentavano di fuggire dal locale, in provincia di Ancona. “Non ci nascondiamo le eventuali responsabilità che vanno rigorosamente accertate – scrivono in una nota -. Non si può accettare che giovani vite vengano stroncate da fatti simili”. I vescovi ribadiscono “anche in questa occasione la ferma convinzione della necessità di sviluppare una cultura di difesa e di promozione della vita, come dono da custodire e da sviluppare”. Poi, un appello a “tutti i soggetti educativi, in particolare alla famiglia, alla scuola e alla comunità cristiana” affinché “sappiano affrontare la questione educativa come assoluta priorità del momento che viviamo e come premessa per il futuro che ci attende”. (clicca qui)

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