Nobel per la pace: Denis Mukwege, “abbiamo tutti il potere di cambiare la storia quando le nostre convinzioni sono giuste”

“La prima paziente accolta all’ospedale di Panzi a Bukavu era una vittima di violenza che aveva ricevuto un colpo di arma da fuoco nei suoi organi genitali. La violenza macabra non conosce limiti. Quella violenza non si è mai fermata”. Denis Mukwege, chirurgo ostetrico-ginecologico, ha iniziato a occuparsi nel 1999 a Bukavu delle donne vittime di violenza della guerra nella Repubblica democratica del Congo. Premio Nobel per la pace 2018, Mukwege ha raccontato oggi a Oslo la sua battaglia contro questa “guerra nascosta”, con un lungo discorso pronunciato a braccio. Voce ferma, sguardo fiero e umile allo stesso tempo, racconta la sofferenza perpetrata persino su bambine di pochi mesi e la sua lotta per guarire le vittime e cercare la giustizia. “Quello che è successo e continua oggi in Congo, è stato reso possibile dall’assenza di uno stato di diritto, dal crollo dei valori tradizionali e dal regime di impunità, specialmente per chi è al potere”, denuncia con forza. “Abbiamo tutti il potere di cambiare il corso della storia quando le convinzioni per le quali lottiamo sono giuste”, incoraggia, dedicando il suo premio “a tutte le vittime della violenza sessuale nel mondo”. “Non sono solo gli autori di violenze a essere responsabili dei loro crimini, ma anche quelli che scelgono di distogliere lo sguardo”, e aggiunge: “Il popolo congolese è umiliato, maltrattato e massacrato da oltre due decenni, e la comunità internazionale vede e sa”. E nonostante la “realtà sinistra” in cui vive, il coraggioso dottore racconta la storia di Sarah che, distrutta da violenze di gruppo, incoraggiava i medici a non perdere la speranza. “Se una donna come Sarah non si arrende, chi siamo noi per farlo?”.

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