Natale: dopo piazza San Pietro, il presepe della Basilicata arriva nelle sale del Quirinale

Nel 2012 aveva raccontato la Natività ai fedeli che giungevano in piazza San Pietro. Quest’anno il presepe della Basilicata fa tappa al Quirinale. Dal 12 dicembre al 5 gennaio, infatti, la sala D’Ercole ospiterà un nuovo allestimento del presepe lucano ideato dal maestro presepista Franco Atese. L’iniziativa, che precede l’evento di Matera capitale europea della cultura 2019, è stata resa possibile e organizzata dall’Apt della Basilicata. L’opera di quest’anno misura un’area di quaranta metri quadri per un’altezza di circa sei metri, realizzata in polistirene, pietra, legno e ferro, con circa centoventi personaggi in terracotta. Il presepe del maestro Franco Artese è il racconto della nascita di Gesù nel contesto di un paesaggio che non ha eguali, dei borghi della Basilicata e dei sassi di Matera, quelli che Pasolini scelse per il suo “Vangelo” affermando di aver ritrovato qui i volti e i luoghi “intatti”, che in Palestina erano andati perduti. La scena si compone di un insieme di quadri che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana. Ogni anno il presepe si rinnova con l’inserimento di una nuova scena, che trai ispirazione dal luogo che la ospita. L’allestimento al Quirinale ha suggerito la creazione di una scena avulsa dal contesto abituale ma piuttosto simbolica di un fondamentale e costantemente auspicato legame tra la comunità lucana e lo Stato, proponendo il ricordo di un importante evento per la Basilicata, la visita del presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, fatta su sollecitazione dell’amico Giustino Fortunato e di altri parlamentari lucani, nel settembre del 1902. Il frammento di storia che il presepe racconta è quello in cui Zanardelli accarezza con tenera comprensione una bambina che gli dona un piccolo mazzo di fiori, mentre intorno assistono partecipi la madre e altre donne. Un’immagine, questa, poco conosciuta, che evidenzia tutta l’attenzione che Zanardelli riservò in particolare alle donne della “tanto diletta terra lucana”, di cui elogiò “la prestanza”, la forza e il coraggio.

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