Migrazioni: mons. Hesse (Dbk) su Global Compact , chi è “contrario alla cooperazione multilaterale va contro gli interessi del proprio Paese”

“È necessaria con urgenza una maggiore cooperazione internazionale per una politica responsabile in materia di migrazione e rifugiati. Sono perciò lieto che la comunità internazionale adotti due importanti patti internazionali: il Patto globale per le migrazioni oggi a Marrakesh e il patto globale per i rifugiati a New York”, tra poco tempo. Lo ha dichiarato l’arcivescovo di Amburgo Stefan Hesse, che è presidente della commissione Migrazioni della Conferenza episcopale tedesca, e ha definito il Patto una “pietra miliare”: esso considera infatti le sfide legate alla migrazione come “compito comune dei Paesi di origine, di transito e di destinazione”, e apre “la strada a una migliore condivisione delle responsabilità”. Sebbene non sia legalmente vincolante, il suo impatto “non va sottovalutato” poiché gli Stati che lo sottoscrivono “in futuro saranno valutati in base agli standard che il Patto prevede”; esso inoltre “crea nuove importanti modalità di raccolta di informazioni, scambi e cooperazione”. “Le forze politiche contrarie alla cooperazione multilaterale nell’ambito delle migrazioni agiscono contro gli interessi del proprio Paese” sostiene l’arcivescovo, poiché “una migliore organizzazione della migrazione globale è nell’interesse di noi tutti”. Mons. Hesse ricorda anche che “l’adozione ufficiale” dei due Patti segna “un inizio: allo Stato, alla Chiesa e alla società civile viene ora chiesto collettivamente di riempire di vita i due patti”.

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