Migrazioni: leader religiosi ad Abu Dhabi, “andare oltre l’urgenza umanitaria”

Rispetto al fenomeno migratori “se la risposta umanitaria ha certamente la priorità immediata, analisi e strategie a lungo termine sono sempre più necessarie”. Lo hanno affermato Sheikh Abdallah Bin Bayyah, presidente del Forum for Promoting Peace in Muslim Societies, e William Vendley, segretario generale di Religions for Peace, all’inizio del seminario su “Problemi comuni, prospettive diverse, pensare e agire insieme: la risposta dei Senior Religious Leaders sulle cause e le conseguenze del fenomeno migratorio” che si è svolto nel fine settimana ad Abu Dhabi per iniziativa di Religions for peace, tra i più grandi network internazionali di dialogo interreligioso. L’obiettivo del meeting, si legge in una nota diffusa oggi dalla Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), è stato quello di “creare un ponte tra le comunità religiose europee e quelle del Mena (Middle East and North Africa) sul tema immigrazione”.
Durante l’incontro – che ha visto coinvolte circa 30 guide religiose accuratamente selezionate tra le più influenti delle due regioni – si è reso evidente quanto sia necessario un intervento anche da parte dei principali leader religiosi europei e dall’area del Medio Oriente e Nord Africa in quanto “l’ignoranza di religioni e tradizioni diverse hanno portato ad un aumento di incidenti causati da razzismo e stigmatizzazione di migranti, mentre il tema delle migrazioni è stato cooptato dall’estrema destra per finalità politiche e discorsi di odio”. In tal senso, prosegue la nota, sono state analizzate le cause e i futuri scenari del fenomeno migratorio al fine di formulare consigli per autorità politiche, altre guide religiose e organizzazioni internazionali che lavorano nel settore.
Nella sessione “Implicazioni delle sfide migratorie nella collaborazione interreligiosa”, è intervenuto anche l’imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo