Messico: mons. Aguilar (San Cristóbal) al Sir sulla carovana indigena del Chiapas, “popoli nativi siano rispettati nella loro soggettività”

L’unico modo per risolvere la questione degli indigeni nel Chiapas in modo definitivo è “far cessare la corruzione e l’impunità. Che il problema sia risolto in modo equo, cioè senza beneficio per alcuni e pregiudizio per gli altri. Che i popoli nativi siano rispettati nei loro usi e costumi come esercizio di governo e stile di vita; che siano riconosciuti come soggetti per esercitare responsabilmente la soluzione dei loro problemi”. Lo spiega al Sir il vescovo di San San Cristóbal de Las Casas, mons. Rodrigo Aguilar Martínez. Dopo essere giunta per protestare e ottenere risposte nella capitale del Chiapas (Messico), Tuxtla Gutiérrez, ed essere stata ospitata in una scuola per circa due settimane, la cosiddetta “caravana de pies cansados”, formata da circa 500 persone, ha fatto ritorno nel fine settimana a San Cristóbal de Las Casas, attraverso alcuni mezzi di trasporto e spera di tornare nei propri villaggi, che erano stati forzatamente costretti ad abbandonare all’inizio di novembre (in spagnolo si usa il termine desplazamientos). Si era trattato di alcuni distinti episodi, che avevano visto come vittime la popolazione indigena. Il caso più grave riguarda gli oltre 1.700 abitanti del villaggio di Chavajebal, nel municipio di El Bosque. Le proteste a Tuxtla Gutiérrez e i colloqui di una delegazione indigena a Città del Messico non hanno comunque portato a risultati rilevanti. “La diocesi – continua il vescovo – sta aiutando queste popolazioni con alimenti e altri generi di prima necessità. In alcuni casi la Chiesa è intervenuta, su richiesta degli stessi indigeni, per moderare i tavoli di dialogo allestiti per cercare una soluzione”.

Mons. Rodrigo Aguilar Martínez

Il presule fa propri alcuni interrogativi da rivolgere alle autorità statali del Chiapas e federali messicane: “Qual è la radice di questi desplazamientos? Che provvedimenti stanno prendendo per rimuovere le cause di queste situazioni? Stanno cercando di risolvere i problemi con giustizia e in modo equo per tutte le parti coinvolte? Bisogna tenere in conto – prosegue mons. Aguilar – che in Chiapas è molto frequente la situazione di conflitti tra gruppi che genera desplazamientos, poiché la violenza armata provoca terrore e frequentemente causa la perdita di vite umane”.

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