Diritti umani: mons. Jurkovic (Santa Sede), “oggi l’automatismo valori-diritti sembra essere ignorato”

“Oggi l’automatismo valori-diritti sembra essere ignorato, o addirittura non ritenuto valido come prima”. A lanciare il grido d’allarme è stato mons. Ivan Jurkovič, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra, intervenuto questo pomeriggio al convegno organizzato dalla Pontificia Università Lateranense in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. “Non possiamo prescindere da quella che Papa Francesco definisce crisi del fondamento”, l’analisi dell’osservatore permanente, che ha denunciato “la profonda crisi che investe oggi la nozione di persona umana”, orientamento che “rischia di trasformare il sistema di garanzia dei diritti in un semplice artificio tecnico”. “Per la Santa Sede – ha spiegato Jurkovič – dissociare il fondamento dei diritti dai valori vuol dire privarli del contenuto essenziale e ridurli a vuote proclamazioni ideologiche”. Un esempio per tutti: “La vita umana negata come valore per ridurla a semplice diritto”. “L’effettiva protezione della vita – ha ricordato l’osservatore Onu – è il prerequisito fondamentale di tutti gli altri diritti umani e richiede l’impegno di custodire la vita dal concepimento al suo termine naturale”. Di qui, per la Santa Sede, “la centralità della Dichiarazione universale dei diritti umani” settant’anni dopo, per evitare il “conflitto delle ideologie” che è frutto della globalizzazione. “I diritti della Dichiarazione non erano intesi per essere reinterpretati”, ha concluso Jurkovič citandone il preambolo: “Derivano dalla dignità condivisa e comune a ogni essere umano”.

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