Diritti umani: le amiche di Marielle Franco, “è stato un crimine politico, vogliamo sapere chi l’ha uccisa”

Un appello per sapere la verità su “un crimine politico che a distanza di 9 mesi è ancora senza risposte” è stato lanciato oggi a Roma da Monica Tereza Benicio e Fernanda Chavez, rispettivamente compagna e collaboratrice di Marielle Franco, l’attivista brasiliana per i diritti umani assassinata lo scorso 14 marzo a Rio de Janeiro insieme al suo autista. Marielle Franco, 38 anni, lavorava per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani nelle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate ed era da poco diventata membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio de Janeiro. Le due amiche erano presenti stamattina al lancio del rapporto annuale di Amnesty international Italia su “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019”. “Vogliamo denunciare quanto sta succedendo in Brasile – ha detto Monica Tereza Benicio durante la conferenza stampa -. Dal 1° gennaio prossimo, con il nuovo presidente Bolsonaro, ci sarà una grave retrocessione dei diritti per le comunità più emarginate”. Fernanda Chaves, giornalista e collaboratrice di Marielle Franco (era in auto con lei ma rimase illesa durante l’agguato), ha fatto notare che “tanti leader, tra cui il Papa, si sono preoccupati di chiedere risposte sull’omicidio. Solo Bolsonaro si è sempre rifiutato di parlarne. Noi vogliamo sapere chi ha ucciso Marielle e perché”. Dopo quanto accaduto, con l’aiuto di Amnesty, la giornalista ha dovuto cercare protezione insieme alla sua famiglia a Madrid, una delle città-rifugio per i difensori dei diritti umani. Stasera in 85 città italiane alle 18.30 gli attivisti si ritroveranno per una fiaccolata per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani che ricorre oggi. Organizzano Amnesty, ActionAid, Caritas, Emergency e Oxfam.

 

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