Chiesa e privacy: Buttarelli (garante europeo dati personali), “no a radicalizzazione di forme di tutela”

“Il regolamento contiene per la prima volta un riferimento alle confessioni religiose, che possono avere discipline parallele di cui viene valutata la conformità rispetto al quadro normativo civile”. Lo dice al Sir Giovanni Buttarelli, garante europeo per la protezione dei dati personali, che oggi è intervenuto alla giornata di studio promossa dalla Pontificia Università Santa Croce su “Chiesa e protezione dei dati personali”. “La Chiesa cattolica, come altre istituzioni europee, non può che beneficiare del Gdpr che soddisfa tre esigenze. Anzitutto, l’armonizzazione delle regole nel contesto dell’Unione europea; poi l’evoluzione in rapporto alle nuove tecnologie, che può offrire soluzioni rivolte al futuro e non soltanto agli archivi cartacei del passato; quindi – spiega il garante – la persona al centro della tutela, in particolare la dignità che è oggetto di disciplina specifica”. A proposito delle celebrazioni trasmesse in streaming dalle chiese, Buttarelli afferma che “non bisogna pensare a una radicalizzazione di forme di tutela”, ma “basta avvertire gli utenti che una certa funzione religiosa viene registrata o va in streaming, perché possano regolarsi come meglio credano”. Parlando delle foto ai minori, in classe o in parrocchia, il garante spiega che “la disciplina delle foto scolastiche non è frustrata dal Regolamento, perché la socializzazione all’interno di una comunità scolastica fa parte del diritto di formazione della personalità”. Quindi, chi non vuole partecipare a una foto di classe “perderà un’occasione importante”. “L’idea che le foto di classe o le rappresentazioni natalizie dei bambini debbano passare per l’Ufficio complicazione affari semplici fa sorridere”.

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