G20: documento finale, l’accordo di Parigi è “irreversibile” per i Paesi firmatari. Gli Usa “ribadiscono la decisione di recedere”

L’elenco di impegni presi a Buenos Aires dai leader del G20 guardando ai diritti umani prevedono di “affrontare le sfide della sicurezza alimentare” oltre che “promuovere iniziative per porre fine a tutte le forme di discriminazione e di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze”. Dal G20 parte anche l’“iniziativa per lo sviluppo della prima infanzia”, per “spezzare il circolo vizioso della povertà intergenerazionale e strutturarle”. Quanto al tema della sanità, ci si concentra su resistenza antibiotica, malnutrizione e obesità infantile, migliore accesso alle cure sanitarie e impegno per eliminare Aids, tubercolosi e malaria. Sul tema delle migrazioni il “dialogo è rimandato alla prossima presidenza”, anche se sono importanti “azioni condivise per affrontare le cause di fondo delle migrazioni e rispondere alle crescenti esigenze umanitarie”. Vengono poi i temi ambientali: strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, guardando anche ai Paesi in via di sviluppo, strategie di sviluppo a lungo termine a basse emissioni di gas serra, mentre si attendono “con impazienza i risultati positivi della Cop24” in Polonia. E si specifica: i Paesi che hanno firmato l’accordo di Parigi, lo riaffermano come “irreversibile e si impegnano per la sua piena implementazione”; gli Usa “ribadiscono la propria decisione di recedere dall’accordo di Parigi, e affermano il proprio forte impegno per la crescita economica e l’accesso e la sicurezza energetica, utilizzando tutte le fonti e le tecnologie energetiche, pur proteggendo l’ambiente”. Tutti concordi però nell’incoraggiare “la transizione energetica”. Quanto al commercio e agli investimenti internazionali si dice solo che “il sistema commerciale multilaterale non è al momento all’altezza dei suoi obiettivi e c’è spazio per il miglioramento”. Si auspica la riforma dell’Omc e se ne riparlerà al prossimo Summit. Appuntamento, in Giappone nel 2019 (e in Arabia Saudita nel 2020).

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