Diocesi: Albano, un museo di street art a Pavona porta sui muri dell’oratorio i volti di vittime della mafia, tra cui don Puglisi e Livatino

È appena nato a Pavona (Rm) il Musac – Museo di street art dei Castelli Romani, un’iniziativa di arte diffusa che nasce da un tentativo di riqualificazione urbana e sociale nata dal basso. “Viviamo in una frazione divisa tra i comuni di Roma, Albano e Castelgandolfo, in cui i problemi si triplicano per la presenza di tre interlocutori”, racconta al Sir Marco Alteri, presidente del Musac. “Cittadini e pendolari che ogni giorno prendono il treno dalla stazione sembravano rassegnati a degrado e atti vandalici. Invece nel 2015 abbiamo chiamato quattro artisti di strada, chiesto autorizzazione alle Ferrovie e iniziato a riqualificare l’area con opere d’arte che resistono ancora. Abbiamo coinvolto i ragazzi che bivaccavano in stazione e ora sono loro i primi difensori di luoghi e persone. Nel parcheggio, abbiamo realizzato una casa delle associazioni che ospita anche un gruppo scout ed è stata decorata con figure di animali”, prosegue. I bambini di Pavona hanno colorato i muretti della stazione e la centrale termica che svetta davanti alla scuola elementare è diventata un graffito con un faro guida per una barchetta di carta che naviga in un mare agitato. Anche la parrocchia di Sant’Eugenio partecipa al progetto: “Nove volti di vittime di mafia, tra cui don Puglisi e il giudice Livatino, campeggiano su un murales in oratorio, inaugurato con Libera durante l’ultima Giornata della memoria e dell’impegno”, conclude Alteri. Per informazioni sul museo: urban.musac@gmail.com.

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