Sette: card. Becciu, “se giovani cercano Satana significa che c’è un vuoto, la Chiesa deve dare ideali”

“Se i giovani vanno alla ricerca di Satana significa che c’è un vuoto nelle persone”. Lo ha affermato il card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ricordando che di fronte al “preoccupante fenomeno” delle sette la Chiesa deve “dare ideali, senso alla vita, alle persone e soprattutto ai ragazzi”. Nel suo saluto ai partecipanti al convegno “La trappola delle sette”, promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con la Polizia di Stato, la Lumsa e il Consorzio Universitario Humanitas, il card. Becciu ha ribadito che quello delle sette “è un argomento delicato che come Chiesa ci tocca da vicino”. “La presenza di don Aldo Bonaiuto, responsabile del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII, tra gli organizzatori di questa conferenza e soprattutto la sua attività a favore delle persone coinvolte nelle sette – ha detto il prefetto del dicastero vaticano – conferma come la Chiesa si deve preoccupare degli aspetti negativi della società, specialmente quando interessano i giovani”. “Le sette proliferano dove c’è un individualismo sfrenato e dove le comunità lasciano soli”, ha aggiunto Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, che in un messaggio letto nell’Aula Magna della Lumsa ha messo in guardia dai “trafficanti di illusioni” esortando a costruire “la società del gratuito e dell’amore”. Serve “un’azione educativa che parta dalla persona e arrivi alla persona, ciò di cui si avverte oggi il bisogno”, ha concluso Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa.

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