Causa beatificazione Ettore Vernazza: Artiglieri (postulatore), “confermata la fama di santità”

“Onorare Dio e fare bene al prossimo: questa la regola di vita del che è alla base di tutte le sue molteplici e straordinarie attività”. Così l’avvocato Emilio Artiglieri, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione, ha parlato del genovese Ettore Vernazza, in occasione della cerimonia di chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione che si è svolta oggi a Genova alla presenza del card. Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova). Vissuto a cavallo tra XV e XVI secolo, notaio e rappresentante insigne tra i figli spirituali di santa Caterina da Genova, ebbe a cuore ed operò a favore degli orfani e dei malati che altri ospedali non accettavano perché definiti incurabili, delle donne che volevano riscattarsi da una miserabile vita, dei carcerati. “Il Vernazza – ha proseguito – è stato un grande creativo della carità, non perché abbia fatto cose strane, ma perché ha saputo comprendere quelli che erano i problemi più urgenti della sua epoca e ha saputo trovare per essi una risposta veloce, adeguata e duratura”. “Su ispirazione di santa Caterina Fieschi – ha detto ancora Artiglieri – ha creato la prima Compagnia del Divino Amore, gruppo di 36 laici e 4 sacerdoti, impegnati prima di tutto a santificare sé stessi e poi, coerentemente, a tradurre in pratica il precetto della carità”. “Al termine della fase diocesana di questa causa di beatificazione – ha concluso – posso dire che è stata pienamente confermata, a distanza di diversi secoli, la persistente fama di santità che accompagna la memoria di questo grande genovese” attraverso “le testimonianze raccolte” e “soprattutto le ricerche storiche”.

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