Sparatoria a Los Angeles: aperto il fuoco in un bar contro gli studenti di un college. Almeno 12 vittime

(da New York) Una nuova sparatoria di massa insanguina gli Stati Uniti. Questa notte 12 persone sono state uccise a Los Angeles, nel bar Borderline Bar & Grill di Thousand Oaks, dove erano riuniti gli studenti di un college per una serata di balli di gruppo. La dinamica della sparatoria non è ancora chiara, ma nella conferenza stampa appena conclusa, lo sceriffo della contea di Ventura, Geoff Dean, ha dichiarato che un uomo armato di pistola, intorno alle 23 ora locale, è uscito dal nulla e ha cominciato a sparare all’impazzata sulla folla, uccidendo prima la guardia di sicurezza all’ingresso. Tra le vittime c’è la cameriera che serviva al bancone e il vice sceriffo della contea di Ron Helus, che è stato colpito più volte mentre faceva ingresso nel bar, dopo la segnalazione della sparatoria. Secondo i testimoni, il killer indossava un impermeabile nero, portava gli occhiali e aveva la barba. Anche lui è stato ritrovato tra i morti, ma non è chiaro se si sia ucciso o sia morto nello scontro a fuoco con la polizia intervenuta sul posto. Circa 15 sono i feriti, tutti giovani tra i 20 e i 26 anni. Il Borderline Bar & Grill è noto per le sue serate danzanti di musica country, salsa e swing, e sono centinaia gli studenti della vicina università che lo frequentano. Fuori dal bar decine di persone chiedono notizie degli amici e dei parenti o vengono interrogati perché testimoni dell’eccidio. Qualcuno di loro è scampato per la seconda volta ad una sparatoria di massa: lo scorso anno si trovava a Las Vegas durante il concerto di musica country dove 58 persone furono uccise.

La polizia ha allestito un centro di informazioni ed è qui che la Cnn ha raggiunto Jason Coffman, padre di Cody. L’uomo sta disperatamente cercando notizie del figlio ventiduenne che ieri sera lo ha salutato annunciadogli di recarsi al Borderline Bar & Grill: “Non so nulla di Cody, ma so chi è mio figlio. Temo che si sia lanciato contro l’assalitore per salvare gli altri. Lui era fatto cosi. Se vedeva qualcuno in difficoltà non misurava le conseguenze pur di aiutare”. Con lui ci sono altre 25 persone in attesa di sapere dei figli. Qualcuno è riuscito a tracciare il cellulare e sa che il figlio è ancora dentro al bar. “Pregate per noi – ha chiesto Jason Coffman, trattenendo le lacrime – è l’unica cosa che ci può aiutare”. “Il motivo dell’attacco non è chiaro – ha precisato lo sceriffo -, e le autorità stanno esaminando tutte le possibilità, inclusa quella legata al terrorismo. So solo che la scena all’interno del locale è orribile e c’è sangue dappertutto”. Il caos, gente che rompeva i vetri e saltava dalle finestre, ragazzi che fuggivano oltre i cancelli per nascondersi dietro la vicina pompa di benzina, gente che urlava o che si chiudeva nei bagni. I racconti dei testimoni sono angoscianti mentre si attendono ulteriori notizie sull’identità dell’assassino.

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