Lavoro: Pernigotti potrebbe mantenere la produzione in Italia. A Novi Ligure continua l’occupazione della fabbrica

Lo stabilimento della Pernigotti di Novi Ligure (Alessandria), chiude ma la produzione potrebbe restare in Italia. Contrariamente a quanto diffuso ieri, l’azienda oggi precisa che l’obiettivo è “esternalizzare le proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale”. Un orientamento che, per ora, non sembra comunque cambiare le sorti dei 200 lavoratori coinvolti e in particolare dei 100 che verranno licenziati.
Pernigotti, che adesso è di proprietà della famiglia turca Toksoz, in una nota ha sottolineato che si sta “procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti. L’azienda sta già dialogando con alcune importanti realtà italiane del settore dolciario”.
Segnali distensivi, dunque, il giorno dopo “l’occupazione” della fabbrica da parte degli operai i cui rappresentanti comunque non abbassano la guardia. Oggi è stato così inviata una lettera al ministero dello Sviluppo economico con la richiesta di apertura di un tavolo di crisi. Il primo obiettivo dei sindacati è quello di arrivare alla cassa integrazione straordinaria per situazione industriale complessa. Intanto i lavoratori in fabbrica fanno sapere: “Siamo qui e continueremo a restarci per difendere il nostro posto e il futuro delle nostre famiglie, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.

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