Economia e sviluppo: Carità politica, lettera a popoli indigeni e imprese minerarie. “Ristabilire relazioni di giustizia con la creazione”

“Tutti gli uomini sono tenuti a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e dei poveri. Per questo scopo Carità Politica ha organizzato quest’incontro per accrescere la coscienza e la conoscenza della crisi ecologica e di chi è marginalizzato”. Inizia con queste parole la “Lettera ai popoli indigeni e alle imprese minerarie” presentata ieri sera al termine del convegno promosso a Roma dall’associazione Carità politica.
I partecipanti “hanno preso consapevolezza della relazione che unisce le imprese minerarie e le comunità locali; e si rivolgono a loro con una parola di speranza, di fiducia, per ristabilire relazioni di giustizia con la creazione”.
“Lo scopo – prosegue la lettera – è di avviare un dialogo per approfondire la relazione che i popoli indigeni hanno con la loro terra e le sue risorse: si tratta di un’espressione fondamentale della loro identità”.
“I diritti dei popoli indigeni – viene sottolineato – devono essere opportunamente tutelati. La loro straordinaria esperienza di vita in armonia con l’ambiente è un’insostituibile ricchezza per tutta l’umanità. Lo sfruttamento di giacimenti minerari, devono svolgersi in un spirito rispettoso di partecipazione e di dialogo”.
“Ricordando sempre che – conclude la lettera – Dio ha destinato la terra all’uso di tutti gli uomini, pertanto i beni creati debbono essere partecipati a tutti”.

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