Notizie Sir del giorno: tema Giornata mondiale pace, Corte europea su Ici, Asia Bibi, dissesto idrogeologico, fosse comuni Isis, vescovi Argentina, funerali maltempo Sicilia

Papa Francesco: “La buona politica è al servizio della pace”. Il tema del messaggio per la Giornata della pace 2019

“La buona politica è al servizio della pace”. È il tema scelto da Papa Francesco per il messaggio per la 52ª Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio 2019. Dandone notizia la sala stampa vaticana, ha riportato anche il seguente commento: “La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Non c’è pace senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come prima condizione il rispetto della parola data. L’impegno politico – che è una delle più alte espressioni della carità – porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento. Quando l’uomo è rispettato nei suoi diritti – come ricordava San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris (1963) – germoglia in lui il senso del dovere di rispettare i diritti degli altri. I diritti e i doveri dell’uomo accrescono la coscienza di appartenere a una stessa comunità, con gli altri e con Dio (cfr ivi, 45). Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti”. (clicca qui)

Corte europea su Ici: la dichiarazione del segretario generale della Cei

“Le attività sociali svolte dalla Chiesa cattolica trovano anche in questa sentenza un adeguato riconoscimento da parte della Corte di Giustizia Europea. La Corte, infatti, conferma la legittimità dell’Imu – introdotta nel 2012 – che prevede l’esenzione dell’imposta, quando le attività sono svolte in modalità non commerciale, quindi senza lucro”. Così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha commentato la sentenza con cui la stessa Corte annulla la decisione della Commissione, che rinunciava a ordinare il recupero di aiuti concessi dall’Italia sotto forma di esenzione dall’imposta comunale sugli immobili: “La sentenza odierna rileva che la Commissione avrebbe dovuto condurre una verifica più minuziosa circa l’effettiva impossibilità dello Stato italiano di recuperare le somme eventualmente dovute nel periodo 2006-2011”. “Abbiamo ripetuto più volte in questi anni che chi svolge un’attività in forma commerciale – ad esempio, di tipo alberghiero – è tenuto, come tutti, a pagare i tributi. Senza eccezione e senza sconti. Detto questo, è necessario distinguere la natura e le modalità con cui le attività sono condotte”, conclude mons. Russo, secondo cui “una diversa interpretazione, oltre che essere sbagliata, comprometterebbe tutta una serie di servizi, che vanno a favore dell’intera collettività”. (clicca qui)

Asia Bibi: appello del marito al governo italiano, “aiutateci ad uscire dal Pakistan dove siamo in pericolo, abbiamo difficoltà a trovare anche da mangiare”

“Faccio appello al governo italiano per aiutarci ad uscire dal Pakistan, dove io e la mia famiglia siamo in pericolo”. È l’appello di Ashiq Masih, marito di Asia Bibi, in una telefonata con Aiuto alla Chiesa che soffre: “Ringrazio molto Acs in Italia che ci ha invitato in occasione dell’accensione in rosso del Colosseo, che ha dato visibilità mondiale al caso di Asia Bibi. È molto importante che la comunità internazionale e i media tengano alta l’attenzione per far restare viva Asia Bibi. In questo momento siamo estremamente preoccupati perché la nostra vita è in pericolo e abbiamo difficoltà a trovare anche da mangiare”. (clicca qui)

Maltempo: Fico, “urgente un’ampia ed incisiva azione di prevenzione e messa in sicurezza del nostro Paese”

“Gli eventi tragici a cui abbiamo assistito ci pongono ancora una volta di fronte ai gravissimi problemi che affliggono il nostro territorio: quelli del dissesto idrogeologico, del consumo di suolo e dell’abusivismo edilizio. E chiamano in causa il Parlamento e le altre istituzioni responsabili, che hanno il dovere ciascuna per la propria competenza di affrontare con urgenza un’ampia ed incisiva azione di prevenzione e messa in sicurezza del nostro Paese perché non si deve intervenire più solo inseguendo l’emergenza”. Servono “politiche lungimiranti di adattamento ai cambiamenti climatici che, come visto, sono in corso”. Lo ha affermato il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, in apertura dei lavori a Montecitorio invitando i parlamentari ad un minuto di silenzio per le vittime del maltempo che negli ultimi giorni ha flagellato l’Italia. Fico che ha espresso “a nome dell’assemblea il più sentito cordoglio ai famigliari delle vittime e la solidarietà e vicinanza alle popolazioni coinvolte in questi tragici eventi” e ha manifestato “l’apprezzamento di tutta la Camera e mio personale nei confronti di quanti hanno prestato la propria opera di soccorso”. (clicca qui)

Iraq: Onu, trovate oltre 200 fosse comuni dell’Isis

Più di 200 fosse comuni contenenti i resti di migliaia di vittime sono state scoperte in aree già controllate dall’Isis in Iraq: lo rende noto un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato oggi che mostra l’eredità dell’incessante campagna di terrorismo e violenza di Daesh. La missione di assistenza delle Nazioni Unite per l’Iraq (Unami) e l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno documentato l’esistenza di 202 siti di sepolture di massa nei governatorati di Ninive, Kirkuk, Salah al-Din e Anbar nelle parti settentrionali e occidentali del Paese. Difficile stabilire il numero totale delle persone sepolte: il sito più piccolo, a ovest di Mosul, contiene otto corpi, mentre il più grande, presumibilmente la dolina di Khasfa a sud di Mosul, potrebbe contenerne migliaia. (clicca qui)

Argentina: al via assemblea dei vescovi. Mons. Ojea, “è ora di rinunciare ai primi posti nel banchetto, per servire i più poveri”

Ha preso il via ieri a Pilar, nella casa di esercizi “Il Cenacolo”, la centosedicesima assemblea plenaria della Conferenza episcopale argentina (Cea). Dopo un momento di scambio informale tra i vescovi, in serata l’assemblea si è aperta con la messa presieduta da mons. Vicente Ojea, presidente della Cea e vescovo di San Isidro. Nell’omelia mons. Ojea è partito dal delicato momento che vive il Paese: “Andiamo verso la conclusione di un anno davvero molto difficile. Molti avvenimenti che abbiamo vissuto negli ultimi mesi ci hanno provocato delle perplessità, ma al tempo stesso essi ci lanciano grandi sfide pastorali, perché tali questioni siano illuminate dalla luce del Vangelo”. Tra i nodi degli ultimi mesi, il presidente della Cea ha citato il dibattito sull’aborto, il crescente fenomeno della secolarizzazione, nuove denunce su abusi nel cuore della Chiesa, gli attacchi al Papa “senza precedenti” all’interno e all’esterno della Chiesa. Il presidente della Cea ha poi affermato che “dobbiamo imparare a spogliarci di un riconoscimento sociale che come vescovi avevamo un tempo e ora abbiamo cessato di avere. Quando si vive un tempo di intensa purificazione e lontano da una Chiesa ‘trionfalista’, è l’ora di rinunciare ai primi posti nel banchetto, per servire con umiltà i fratelli più poveri”. (clicca qui)

Funerali vittime maltempo in Sicilia: mons. Lorefice (Palermo), “abitare la terra da custodi sapienti e da pellegrini impavidi”

“Di fronte alla morte innocente e allo strazio di chi resta non possiamo che levare lo sguardo verso il nostro Signore. Egli non offrì mai spiegazioni alle tragedie umane, ma si fece carico, con una commozione intensa, dei nostri smarrimenti e dei nostri lutti”. Lo ha scritto mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, in un messaggio inviato per le esequie delle vittime dell’esondazione del Fiume Milicia a Casteldaccia, celebrate in Cattedrale. “Dobbiamo ‘sentire’ queste morti, far nostro questo dolore, com-patirlo, portarlo insieme a quanti ora ne sono schiacciati. Dobbiamo cambiare. Tutti. Dobbiamo convertirci”. “Gesù – prosegue l’arcivescovo – facci guardare al mondo e agli uomini con i tuoi occhi, con stupore, rispetto, attenzione, amore. Facci abitare la terra da custodi sapienti e da pellegrini impavidi, non da padroni stanziali. Facci avvicinare ad ogni dolore per stendere le mani e toccarlo, assumerlo, fino a sentirlo nelle nostre viscere”. (clicca qui)

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