Insegnanti religione cattolica: card. Bassetti, “un’educazione capace di gratuità” per “stabilire relazioni efficaci con gli studenti”

“È l’atteggiamento che fonda ogni autentica relazione educativa: la decisione di cercare il bene dell’altro donandosi senza attendere nulla in cambio. Non solo in termini monetari o comunque materiali, ma anche per le gratificazioni professionali o i ritorni di qualsiasi genere”. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa che ha celebrato ieri nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Assisi, in occasione del corso nazionale di aggiornamento per gli insegnanti di religione cattolica. Il porporato ha osservato come sia “umano” e anche “pedagogicamente sensato” “sperare in risultati tangibili della propria azione educativa, ma questo non può appartenere alle motivazioni dell’atto educativo”. “Solo un’educazione capace di autentica gratuità può stabilire relazioni efficaci e coinvolgere davvero i bambini, i ragazzi e i giovani – ha sottolineato il card. Bassetti –. Sentirsi amati e cercati per quello che si è, infatti, è fondamentale per vivere la scuola come momento di apertura a sé, agli altri e al mondo”. Quindi, il cardinale ha condiviso il fatto che “fa piacere essere ricambiati e vedere i risultati del proprio lavoro”, ma ha messo in guardia dalle tante volte che “questo non accade, o non accade subito, per tutta una serie di motivi. Ed è qui che si può verificare se si è insegnanti per interesse o per amore”. Infine, un plauso a “chi invece insegna perché è capace di accogliere e donare gratuitamente”, perché “sa stare dentro la realtà con amore e competenza, sempre, accogliendo e valorizzando le persone per quello che sono e incassando le frustrazioni senza lasciarsene scoraggiare”.

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