Argentina: al via assemblea dei vescovi. Mons. Ojea, “è ora di rinunciare ai primi posti nel banchetto, per servire i più poveri”

Ha preso il via ieri a Pilar, nella casa di esercizi “Il Cenacolo”, la centosedicesima assemblea plenaria della Conferenza episcopale argentina (Cea). Dopo un momento di scambio informale tra i vescovi, in serata l’assemblea si è aperta con la messa presieduta da mons. Vicente Ojea, presidente della Cea e vescovo di San Isidro. Nell’omelia mons. Ojea è partito dal delicato momento che vive il Paese: “Andiamo verso la conclusione di un anno davvero molto difficile. Molti avvenimenti che abbiamo vissuto negli ultimi mesi ci hanno provocato delle perplessità, ma al tempo stesso essi ci lanciano grandi sfide pastorali, perché tali questioni siano illuminate dalla luce del Vangelo”. Tra i nodi degli ultimi mesi, il presidente della Cea ha citato il dibattito sull’aborto, il crescente fenomeno della secolarizzazione, nuove denunce su abusi nel cuore della Chiesa, gli attacchi al Papa “senza precedenti” all’interno e all’esterno della Chiesa. E tutto questo “lo abbiamo vissuto in mezzo a una crisi sociale ed economica che colpisce tutto il popolo argentino, che sta indebolendo la fiducia nella classe dirigente e aumentando il malumore sociale, la rabbia e l’intolleranza. Tutti aspetti che stanno complicando la convivenza”.

Di fronte a tale scenario, mons. Ojea ha ammonito a non cadere in atteggiamenti come l’ira, il pensare di essere nel giusto mentre sono gli altri che sbagliano, il vittimismo, oppure l’immobilismo o la rassegnazione. Alla luce della Parola e del magistero del Papa, il vescovo di San Isidro ha invece ricordato quattro atteggiamenti che la Chiesa, a partire dai vescovi, è chiamata a vivere. In primo luogo, l’umiltà, che deve portare alla conversione e alla consapevolezza che “dobbiamo imparare a spogliarci di un riconoscimento sociale che come vescovi avevamo un tempo e ora abbiamo cessato di avere. Quando si vive un tempo di intensa purificazione e lontano da una Chiesa ‘trionfalista’, è l’ora di rinunciare ai primi posti nel banchetto, per servire con umiltà i fratelli più poveri”. Una seconda virtù suggerita da mons. Ojea è la pazienza, tema ricorrente nelle omelie di Papa Francesco. La terza virtù è il coraggio. Infine, dal presidente dell’Episcopato è arrivato un invito all’unità e della comunione, nel “dialogo sincero, profondo e coraggioso tra noi”. Nel corso dell’assemblea i vescovi riceveranno la visita del cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale. E affronteranno, tra l’altro, i temi del sostentamento economico dell’opera evangelizzatrice della Chiesa, del recente Sinodo, dell’aborto e dell’educazione sessuale integrale, mentre nel Paese si è acceso il dibattito sul gender.

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