Pellegrinaggi: mons. Fanelli (Melfi) all’Unitalsi Basilicata, “esperienza intima di fede, occasione di incontro, testimonianza collettiva”

Ha partecipato anche il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Ciro Fanelli, al pellegrinaggio dell’Unitalsi della Basilicata al santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, che si è svolto sabato 10 novembre. Nel messaggio rivolto ai 1.500 partecipanti, il presule ha definito l’esperienza come “un itinerario spirituale che scaturisce dal carisma mariano del Santuario e della Città della nuova Pompei” e s’inserisce nella realtà più ampia del pellegrinaggio. Esso “è una dimensione propria e intima di ogni persona umana, ma è anche una dimensione costitutiva dell’esperienza della fede cristiana” scrive mons. Fanelli. “Il pellegrinaggio cristiano riunisce i cuori: riduce le distanze e le solitudini, realizza nuovi incontri, ci fa assaporare l’amicizia spirituale” ed è una “testimonianza collettiva, di fronte a un mondo segnato dal laicismo e dal secolarismo” aggiunge. Segue un invito agli operatori dell’Unitalsi a “camminare, evangelizzare e servire i sofferenti nella mente, nel corpo e nello spirito” attraverso esperienze di “amicizia, fede, speranza, guarigione”. “La nuova Pompei – ricorda ancora il vescovo di Melfi – pur con le difficoltà di ogni realtà umana, è un esempio della nuova Civiltà dell’Amore sorta dal Cuore Immacolato di Maria, Regina del Santo Rosario attraverso il cuore del Beato Bartolo Longo”, di cui i cristiani lucani hanno la possibilità di cogliere l’essenziale – conclude il vescovo – attraverso la recita del Rosario, l’eucarestia e l’adorazione eucaristica.

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