Libertà religiosa: Monteduro (Acs), “comunicare impegno governo, collaborazione istituzioni-Ong, sostenere permanenza minoranze perseguitate”

foto SIR/Marco Calvarese

Dal 2011 al 2017, la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ha curato iniziative in Egitto, Giordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria per un totale di 69.505.072 euro. L’impegno della Fondazione a tutela della libertà religiosa e della promozione umana delle comunità cristiane perseguitate o discriminate nel Medio Oriente è “massiccio e costante”. Lo assicura il direttore di Acs Italia, Alessandro Monteduro, nell’audizione odierna alla Camera dei deputati che ha promosso un’indagine conoscitiva sull’impegno del nostro Paese nella comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni. Richiamando l’impegno dell’Italia ­descritto dal vice direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero Affari esteri Luca Maestripieri nel luglio 2017 – in particolare la realizzazione di progetti a favore delle minoranze perseguitate, tra l’altro, in Iraq, e in particolare nella Piana di Ninive (Iraq) – Monteduro fa notare che il nostro Paese “è già concretamente impegnato in tal senso”. Per il direttore di Acs Italia, “quanto viene già fatto dal Governo attraverso la cooperazione allo sviluppo potrebbe essere meglio valorizzato nella comunicazione politica, garantendo a costo zero un efficace impatto sull’opinione pubblica”. Sarebbe utile “intensificare la collaborazione sul piano della comunicazione politica fra istituzioni e organizzazioni che si occupano di sostenere le minoranze religiose presenti nelle aree di crisi”; infine sarebbe “opportuno valutare lo stanziamento di fondi per sostenere la permanenza delle minoranze cristiane i cui componenti sono soggetti ad emigrazione forzata”.

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