Usa: lettera pastorale dei vescovi contro il razzismo, “viola la giustizia e mostra l’incapacità di riconoscere la dignità umana”

(da Baltimora) “Spalanca i nostri cuori: una chiamata duratura all’amore” è il titolo della lettera pastorale contro il razzismo approvata quasi all’unanimità dalla Conferenza episcopale americana, riunita per l’ultimo giorno di assemblea. Con 241 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto il documento diventa una pubblica presa di posizione contro gli episodi di razzismo con cui gli Stati Uniti si sono trovati a fare i conti: “Le azioni razziste sono peccato perché violano la giustizia e mostrano l’incapacità di riconoscere la dignità umana, di riconoscere gli altri fratelli in Cristo”. Il vescovo di Richmond, la diocesi che annovera anche la città di Charlottesville, luogo di manifestazione dei suprematisti bianchi e di forti scontri razziali, ha espresso gratitudine per il documento e spera che aiuterà la sua comunità a guarire. La proposta generale è di scegliere una data significativa come l’anniversario della nascita di Martin Luther King per presentarla pubblicamente e aprire tavoli di conversazione includendo nel dibattito non solo gli afro-americani, ma anche i nativi-americani e i gruppi provenienti dal Centro e dal Sud America.

Durante la seduta mattutina si è approvato anche l’avanzamento della causa di canonizzazione di suor Thea Bowman, discendente di schiavi e unico membro afroamericano delle Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua. Suor Thea è stata la prima donna afro-americana a parlare alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti nel 1988 e ad invitare i vescovi a prendersi per mano e a cantare uno spiritual africano. Originaria del Mississipi, si è convertita al cattolicesimo a 9 anni grazie alle suore francescane e con il suo speciale carisma di evangelizzazione ha allargato la presenza afro-americana nella Chiesa cattolica, lavorando senza sosta per una piena integrazione del suo popolo. “Noi come Chiesa camminiamo insieme – disse suor Thea ai vescovi in quel 1988 -. Non permettere che nessuno ci separi, questa è una cosa che la gente nera può insegnarvi, non lasciare che la gente vi divida. E sappiamo che se restiamo insieme… se camminiamo, parliamo, lavoriamo, suoniamo e stiamo insieme nel nome di Gesù, saremo quelli che diciamo di essere: veri cattolici”.

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