Diocesi: mons. Caputo (Pompei) ai pellegrini, “grazie per la vostra testimonianza di fede”

“Grazie per la vostra testimonianza di fede”. Così, all’alba di oggi, giorno in cui ricorre il 143° anniversario dell’arrivo del quadro della Madonna del Rosario a Valle di Pompei, l’arcivescovo Tommaso Caputo ha salutato le migliaia di pellegrini giunti da ogni parte d’Italia e del mondo per baciare l’immagine sacra che, solo in questa data, viene fatta scendere dal Trono e posta dinanzi all’altare alla venerazione diretta dei fedeli.
Durante il “Buongiorno a Maria”, che alle 6 ha dato inizio a questa lunga giornata, il pastore della Chiesa di Pompei ha sottolineato come nonostante il freddo, i devoti della Vergine del Rosario, sin dalle prime ore del mattino, abbiano atteso per lunghe ore, in coda, il momento “per esprimere, anche con il sacrificio, il proprio amore alla Mamma Celeste”. “Basta che ci lasciamo guidare da Lei, da Maria – ha detto l’arcivescovo -. La Madonna ci dona il suo figlio Gesù e ci chiede di accoglierlo nelle nostre vite”. Per farlo, mons. Caputo ha invitato i fedeli a pregare intensamente il Rosario, preghiera profondamente evangelica, “perché ci fa meditare, una ad una, le tappe della vita di Gesù, così da portarci a ripeterle nelle nostre vite”.
Subito dopo, il tradizionale rito della discesa del quadro. Man mano, nel corso delle ore, sempre più pellegrini si sono raccolti nel lungo percorso transennato che li ha condotti al cospetto del quadro. Sono giunti da ogni dove, accomunati da un unico grande desiderio, poter toccare il quadro, baciarlo, e sentire, così, la Madonna ancor più vicina. Ogni momento della giornata è stato scandito dalla preghiera, dai canti, dalla riflessione personale e comunitaria. A mezzogiorno, in basilica, il rettore del santuario mariano, mons. Pasquale Mocerino, ha guidato la recita della supplica.
Tra i tanti i pellegrini numerosi i fedeli stranieri, in particolar modo polacchi, molto devoti della Madonna di Pompei e delle novene composte in suo onore proprio dal Beato Bartolo Longo.

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